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25 aprile, Meli: “Chi contesta brigata ebraica non sa che palestinesi erano alleati dei nazisti”. Battibecco con Majorino

“Il 25 aprile divide perché viene strumentalizzato da una parte e dall’altra. Io, per carità, non sono mai stata benevola con Salvini, ma c’è un motivo per cui lui non va alle manifestazioni del 25 aprile: se ci andasse, verrebbe fischiato. Il 25 aprile funziona così. Lo sanno bene quei poveracci della brigata ebraica che ogni anno, da qualche tempo, vengono fischiati a Milano“. Così la giornalista del Corriere della Sera, Maria Teresa Meli, ospite de L’Aria che Tira (La7), spiega l’assenza del vicepresidente leghista del Consiglio alle manifestazioni del 25 aprile.
“Purtroppo da tanto tempo il 25 aprile ha perso totalmente il suo significato – continua – e viene usato da persone che non sanno nemmeno che cosa sia questo giorno, perché quelli che fischiano ogni anno la brigata ebraica non sanno nulla. Sono dei ragazzotti pro-Palestina che non sanno che i palestinesi erano alleati dei nazisti nella Seconda Guerra Mondiale“.

In collegamento, c’è Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali a Milano e candidato Pd alle europee, che osserva: “Rispetto ai 50 idioti che ogni anno fischiano la brigata ebraica preferisco i 50mila o i 200mila che partecipano alla grande manifestazione nella nostra città. A quel gruppetto non vorrei dare chissà quale importanza“.
Meli dissente sulla minimizzazione delle proteste: “Ricordiamoci quello che successe il 25 aprile contro Berlusconi. Oggi sarebbe stato il 25 aprile contro Salvini. E non sarebbero stati in 50 a fischiarlo. Diciamo la verità, siamo per una volta sinceri e onesti”.
“La frase ‘siamo per una volta sinceri’ sarà una formulazione retorica che lascio a lei. Io sono sempre sincero”, replica Majorino, sorridendo.