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Mino Favini morto, era lo storico talent scout dell’Atalanta. Scoprì tra gli altri Zambrotta, Montolivo, Pazzini e Kessié

Fermo Favini - soprannominato "Mino" - ha scoperto tanti talenti del passato, del presente e del futuro. Da Domenico Morfeo a Massimo Donati. Fino alle ultime scoperte: Giacomo Bonaventura, Mattia Caldara, Andrea Conti

È morto Mino Favini, storico talent scout dell’Atalanta. Favini, 83enne, aveva lasciato la guida del settore giovanile bergamasco alla fine della stagione 2014-15 al termine di un’esperienza iniziata negli anni ’90.

Figlio di un panettiere, ha giocato come attaccante con Meda, Como, Brescia, Atalanta e Reggiana. Per poi dedicarsi – su proposta del presidente Antonio Percassi – al settore giovanile dell’Atalanta dove ha scoperto diversi talenti del calcio italiano, contribuendo agli ottimi risultati sul campo della Dea. La società nerazzurra ha espresso il suo cordoglio in una nota ufficiale: “Innumerevoli i giocatori cresciuti e lanciati sul palcoscenico della serie A sotto la sua gestione. Un incredibile talent scout ma prima di tutto un uomo, un grande uomo. Il presidente Percassi e tutta la famiglia Atalanta partecipano commossi al dolore dei familiari per la scomparsa”.


Fermo Favini – soprannominato “Mino” – ha scoperto tanti talenti del passato, del presente e del futuro. Da Stefano Borgonovo a Gianluca Zambrotta scoperti nel Como, a Domenico Morfeo e Massimo Donati. Passando per Zenoni, Montolivo e Pazzini. Fino alle ultime scoperte: Giacomo BonaventuraMattia Caldara, Andrea Conti e infine Franck Kessié.