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Tav, Travaglio: “Trattato italo-francese dice che salta se un contraente non stanzia soldi. Francia non ha messo un euro”

“Come andrà a finire col Tav? Il governo italiano ha ancora un asso nella manica: è l’art.16 del trattato italo-francese sul Tav, che prevede che, se uno dei due contraenti non mette i soldi, l’opera non si fa“. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che a Dimartedì (La7) presenta il suo libro “Perché No Tav” (Paper First), da giovedì 28 marzo in uscita nelle librerie e nelle edicole con Il Fatto.

Travaglio spiega: “I francesi non hanno stanziato la loro parte di denaro per l’opera, perché nel bilancio del governo francese non esiste un capitolo di spesa che dica che quei determinati soldi sono per il Tav. Quindi, ai sensi dell’art.16 di quell’accordo, noi possiamo tranquillamente disdettare il trattato internazionale e bloccare quegli appalti che finora sono “sub iudice”, perché la società costruttrice ha potuto solo varare le dichiarazioni di interesse, ma non bandire le gare, visto che mancano i soldi della Francia“.

Il direttore del Fatto aggiunge: “Chi leggerà il libro si renderà conto di quante balle sono state raccontate in questi anni per tenere in piedi un fantoccio, che tutti sanno che non serve a niente, ma che si ostinano a voler fare perché conviene soltanto a quelli che la costruiranno, visto che si metteranno in tasca un sacco di soldi nostri. A noi invece quell’opera non converrà. E tra le varie balle che ci raccontano, c’è quella secondo cui Macron spinge per il Tav e noi freniamo – continua – Macron non ha nessuna intenzione di fare l’opera. Dice di volerla fare, ma la Francia, a differenza dell’Italia e dell’Europa, non ha stanziato un euro. E per il collegamento tra il buco francese e Lione, ha rinviato i lavori al 2038“.