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Comunali Pesaro, M5s contro M5s per il candidato-sindaco: “Mancanza di trasparenza”, “No, nessuna anomalia”

Scontro interno ai Cinquestelle che devono sfidare il sindaco uscente del Pd Matteo Ricci. Certificazioni date e negate, liste ufficiali e dissidenti: "Non c'è mai stata una votazione interna al gruppo per decidere chi correrà per fare il primo cittadino". Ma la prescelta assicura: "Polemica infondata, gli accordi sono stati rispettati"

C’è chi chiede le “Comunarie immediate”, denunciando “mancanza di trasparenza nella scelta del candidato sindaco da parte dello staff nazionale” e chi si difende dicendo che “non c’è alcuna anomalia”. Rischia di diventare un caso nazionale quello che sta accadendo all’interno del Movimento 5 Stelle di Pesaro. Al centro le amministrative del 26 maggio, in concomitanza con le elezioni europee, in cui i cittadini saranno chiamati a scegliere proprio tra il candidato dei 5 stelle, il primo cittadino uscente, Matteo Ricci, che cinque anni fa si è affermato con il 60 per cento dei voti, e il candidato del centrodestra Nicola Baiocchi. Un ennesimo terremoto che spacca il gruppo, appena risollevato dopo il caso “Rimborsopoli” che ha travolto uno dei maggiori rappresentanti a livello locale e nazionale, il deputato Andrea Cecconi, oggi nel gruppo misto.

Tutto comincia dalla decisione, dopo numerose riunioni per cercare di trovare un nome condiviso, di presentare due nomi allo staff nazionale del Movimento, quello di Mirko Ballerini, storico militante, fondatore del sedicesimo meetup in Italia, e quello di Francesca Frenquellucci, da due anni consigliera comunale. Due liste da caricare sulla piattaforma Rousseau e da mettere al vaglio, appunto, dei vertici. Ad oggi però una sola delle due, quella cioè guidata dalla Frenquellucci, è stata certificata, come lei stessa ha dichiarato, mentre l’altra, quella di Ballerini, risulta, secondo lo stesso attivista, “ancora in verifica”.

Una “decisione dall’alto”, secondo gli esclusi dalla corsa alla giunta pesarese che hanno così denunciato le “numerose anomalie” dell’iter di scelta, chiedendo spiegazioni agli stessi vertici del Movimento, ai probiviri e a Enrica Sabatini, del comitato elettorale del Movimento, ma senza ricevere risposte. “La Sabatini, non direttamente a noi, sembra abbia risposto che ‘stanno rivalutando la situazione’, ma in generale abbiamo ricevuto solo silenzi. Neanche la nostra rappresentante in parlamento, Patrizia Terzoni, ci ha risposto direttamente, ma tramite altri ci ha fatto sapere che secondo loro la Frenquellucci era stata votata internamente al gruppo. Ma la votazione non c’è mai stata”, spiega a ilfattoquotidiano.it Edda Bassi, ex consigliera comunale e candidata nella lista Ballerini. Le “carte in regola” per la certificazione, secondo quelli che ormai sono considerati i dissidenti di Pesaro, “c’erano tutte”. “Ci avevano chiesto di iscriverci per primi sulla piattaforma, così avremmo avuto più chance di essere scelti. E invece niente – prosegue la Bassi – Poi a gennaio abbiamo scoperto la seconda anomalia. Il 19 ci è arrivata una mail dallo staff nazionale in cui ci veniva chiesto di caricare su Youtube il video di presentazione della lista, ma di renderlo visibile solo tramite link. Invece ci siamo accorti che l’altra candidata lo aveva già fatto e caricato, visibile come pubblico, già dal 22 dicembre”.

Ma a far scattare Bassi e Ballerini, sostenitori dei primi V-Day di Beppe Grillo, è stata soprattutto la mancata spiegazione dell’esclusione che, tra l’altro, “online non è stata ancora resa definitiva”. “Quando carichi una lista sulla piattaforma per essere esclusa deve risultare ‘non certificata’, mentre la nostra è ancora ‘in verifica‘”, ribadisce la Bassi. “Non abbiamo capito né il motivo dell’esclusione né il metodo scelto”, le fa eco Ballerini che sottolinea di “essere stato ignorato”, denunciando l’assenza di “regole interne al Movimento” che non permette di “radicarsi sul territorio”. “Io penso che lo staff abbia chiesto ai parlamentari del territorio quale fosse la situazione e loro abbiano risposto che era stata votata la Frenquellucci, ma questo non è mai successo – chiosa Ballerini – Quella di luglio (durante una delle assemblee del gruppo locale, ndr) non era una votazione ma un sondaggio sulle preferenze. In quell’occasione la mia avversaria ha ricevuto 30 voti, ma è stato messo a verbale che si trattava di una ‘ricerca della rosa di nomi’ non di una votazione vera e propria. Poi il 14 ottobre, dopo la messa a disposizione della piattaforma Open comuni, ha deciso di autocandidarsi”. Insomma una “scelta guidata” dello staff nazionale, secondo gli attivisti, che la Frenquellucci avrebbe operato tramite alcuni rappresentanti che siedono in parlamento. “Alla riunione era presente in particolare la senatrice Rossella Acoto e lei stessa ha smentito, senza ragione, le nostre parole apparse in diversi articoli locali”, chiosa la Bassi che chiede “trasparenza” e una “rivalutazione delle candidature tramite le comunarie”.

Per l’effettiva candidata sindaco, Francesca Frenquellucci, raggiunta da ilFattoquotidiano.it “le anomalie non esistono”. “In varie assemblee gli attivisti hanno espresso la loro preferenza, ma non è questo il punto. Abbiamo sempre detto, anche in accordo con lo stesso Ballerini, che chiunque fosse stato certificato avrebbe sostenuto l’altra lista. La polemica mi sembra quindi infondata”, spiega la consigliera che smentisce anche di aver mai pubblicato un video di presentazione prima della richiesta ufficiale da parte dello staff nazionale. “Ho ricevuto anche io l’email che mi chiedeva la clip il 19 gennaio e il 4 marzo mi è arrivata la certificazione. Non ho saputo niente fino a quella data”, commenta la candidata, sottolineando che i dissidi dovrebbero stare fuori dal Movimento e che internamente bisognerebbe continuare a restare uniti “portando avanti gli argomenti cari ai cittadini”.

Una vicenda locale che rischia di assumere i contorni di un altro caso nazionale. Secondo i due rappresentanti locali sostenitori della denuncia, infatti, Pesaro non sarebbe l’unico gruppo del Movimento a evidenziare l’assenza di trasparenza nella scelta del candidato sindaco. Oltre alla città marchigiana, anche attivisti di Nettuno, Firenze e Palermo, secondo Edda Bassi, avrebbero rilevato le stesse anomalie. “Dopo il ‘caso Cecconi’ abbiamo fatto tanto per risollevare l’immagine, superando di quasi 5 punti percentuali il centrosinistra alle politiche del 4 marzo. Riteniamo di dover avere un’attenzione in più”, conclude la Bassi. Nonostante il buon risultato raggiunto alla scorsa votazione dal M5s, però, Ricci al momento sembra essere ancora il favorito. Forte di una fedeltà al centrosinistra che nella città va avanti dal 1946.