Cronaca

Nave Jonio attracca a Lampedusa: sbarcati i migranti: Salvini: “Sequestrata, chi sbaglia paga. Tutto organizzato da giorni”

L'imbarcazione della ong Mediterranea era intervenuta lunedì per salvare un gommone in avaria in acque libiche. Tensione in mattinata tra il capo missione Casarini e la Guardia di Finanza. Conte: "Non strumentalizzare. Di Maio: "Non sarà un caso Diciotti, ma violate le regole". La Procura di Agrigento indaga per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

La nave italiana Mare Jonio della ong Mediterranea Saving Humans che ospita i 49 migranti salvati nelle scorse ore in acque libiche è entrata nel porto di Lampedusa scortata da motovedette della Guardia di finanza. La procura di Agrigento ha disposto lo sbarco delle persone a bordo (intorno alle 13 un uomo era stato fatto scendere e portato in ospedale perché presentava i sintomi della polmonite) e, contestualmente, il sequestro probatorio dell’imbarcazione. “Libertéliberté…”, hanno gridato i naufraghi al momento dell’ingresso nel porto. Nelle prossime ore l’equipaggio dovrebbe essere ascoltato dalla polizia giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta, a carico di ignoti, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aperta dalla Procuratore Luigi Patronaggio e dall’aggiunto Salvatore Vella, che cercheranno di capire se l’equipaggio ha agito o meno per “stato di necessità“. 

Salvini auspica arresti – “Sequestrata la nave dei centri sociali. Ottimo. Ora in Italia c’è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga”, ha twittato Matteo Salvini. Che, intervistato da Radio Radio, ha lanciato un’accusa precisa alla ong: “Questo presunto salvataggio da parte di una nave dei centri sociali era organizzato da giorni”,  perché avvenisse “in prossimità del voto del Senato sul caso Diciotti“. “È certo che questa imbarcazione non abbia soccorso naufraghi ma sia inserita in un traffico di esseri umani concordato e programmato – ha proseguito il ministro dell’Interno – conto che nelle prossime ore arrivi dall’autorità giudiziaria ciò che consegue a chi viola la legge”. Ovvero gli arresti, come il capo del Viminale aveva auspicato già nel pomeriggio: “Ignorate le indicazioni della Guardia costiera libica che stava per intervenire, scelta di navigare verso l’Italia e non Libia o Tunisia, mettendo a rischio la vita di chi c’è a bordo, ma soprattutto disobbedienza (per ben due volte) alla richiesta di non entrare nelle acque italiane della Guardia di Finanza. Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o Carabinieri, viene arrestato. Conto che questo accada“.

Di Maio: “Non sarà un’altra Diciotti” – Una linea su cui concordano anche i vertici del M5s, alleato di governo della Lega: “Non sarà un altro caso Diciotti perché si deve risolvere presto – ha detto Luigi Di Maio a Melfi, in provincia di Potenza – ma siamo in contatto e perfettamente allineati nel governo”, ha aggiunto il vicepremier e capo politico del Movimento, che poco prima si era detto d’accordo con il sequestro: “Se le navi delle Ong non rispettano le regole, bisogna fermarle perché mettono anche a rischio la vita dei migranti”, aveva detto a Pomeriggio Cinque.

Lo scontro via radio con la Finanza – In mattinata la Guardia costiera aveva concesso all’imbarcazione di avvicinarsi all’isola a causa del maltempo. Lo scontro via radio è stato con la Finanza che, dando seguito alla direttiva emanata dal ministro dell’Interno ieri sera, aveva negato l’autorizzazione a farli scendere. Intorno alle 7.30 di questa mattina, la nave dell’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans, si è posizionata a sud dell’isola di Lampedusa per mettersi a riparo dal maltempo. Una manovra che ha provocato momenti di tensione via radio tra il comandante e la Guardia di Finanza che ha vietato lo sbarco. La barca è stata poi circondata da tre motovedette ed è iniziata una ispezione delle Fiamme Gialle. Ieri sera l’ong aveva chiesto alle autorità italiane un “porto sicuro”, prima di fare rotta verso Lampedusa. La Finanza aveva vietato alla nave l’ingresso in acque territoriali intimando, via radio, di spegnere i motori. Ma la nave ha proseguito fino ad arrivare in Italia. Le Fiamme Gialle erano salite a bordo per un’ispezione. “Ci hanno fatto un verbale con scritto che è tutto in regola a parte il fatto che le persone sono provate”, aveva detto la Sciurba. “Per noi la direttiva non ha molto valore. Per noi esistono i diritti delle persone, il Diritto internazionale, i diritti umani, le convenzioni internazionali. Abbiamo chiesto un porto sicuro. Siamo italiani su una nave italiana che ha salvato delle persone che erano in pericolo di vita in mare. Attendiamo con fiducia di poter entrare in porto”.

Conte: “Non strumentalizzare” – Il salvataggio ha riaperto lo scontro politico. Il dibattito si è aperto anche in Parlamento e il premier Giuseppe Conte, presente a Montecitorio per parlare del memorandum sulla Via della Seta, ha replicato agli attacchi arrivati dai banchi della sinistra dicendo: “Di fronte alla singola emergenza siamo tutti in difficoltà: dobbiamo tutti impegnarci a non strumentalizzare il singolo caso perché di fronte all’emergenza siamo tutti coinvolti”. In ogni caso sul tema dei migranti il governo ha “una chiara linea politica che può piacere o essere opinabile – ha detto Conte nel promeriggio in Senato – Diversi indirizzi politici sono stati espressi in passato, noi non possiamo che giudicarli insoddisfacenti: il concetto di accoglienza è diverso da quello di sbarco. Consentire sbarchi indiscriminati senza limiti non equivale a offrire accoglienza”.

L’accusa del Viminale – Il Viminale, illustrando gli elementi emersi nella riunione del Tavolo di forze di polizia ed esperti convocato dal ministro per valutare la situazione sbarchi, ha spiegato che il comportamento tenuto dai responsabili della nave Mare Jonio “dimostra il chiaro intento di voler portare in Italia immigrati clandestini. Nelle ultime ore, a conferma che la presenza di navi Ong è un incentivo alle partenze, si sarebbe verificato un naufragio davanti alla costa di Sabrata“. Salvini ha anche attaccato direttamente il capo missione della Mediterranea Luca Casarini, segretario regionale di Sinistra italiana in Sicilia e già leader delle tute bianche durante il G8 di Genova del 2001. “Ecco Luca Casarini”, ha scritto il leader del Carroccio su Twitter postando una sua foto, “noto tra l’altro per aver aperto l’osteria ‘Allo sbirro morto’, pluripregiudicato, coccolato da Pd e sinistra, oggi alla guida del centro sociale galleggiante arrivato davanti a Lampedusa. E noi dovremmo cedere a questi personaggi? #portichiusi”. E, poco dopo a SkyTg24, ha detto: “Questa è la nave dei centri sociali”.

La ricostruzione del salvataggio – Secondo le prime ricostruzioni, i migranti salvati si trovavano a bordo di un gommone in avaria in acque libiche che imbarcava acqua ed erano in pericolo in vita. Si trovavano in mare da quasi due giorni e quando una motovedetta libica è arrivata sul posto, la ong ha comunicato che le operazioni di salvataggio erano già terminate. I migranti, nonostante le condizioni di salute risultino abbastanza stabili, sono tutte molto provate con problemi di disidratazione. “Ci stiamo dirigendo verso nord, verso il nostro Paese, perché noi battiamo bandiera italiana – aveva detto Casarini  perché stavolta la nave soccorritrice non ha il vessillo di un altro Paese -. Andiamo verso Nord per dare un porto sicuro a questi naufraghi, come dice la nostra legge, e come dice anche l’umanità”.

Dalla nave è arrivata la richiesta di far scendere i 49 migranti: “Siamo attrezzati ancora per potere sfamare per qualche tempo le persone a bordo”, ha detto all’agenzia Adnkronos Alessandra Sciurba, “ma non è normale che una nave che ha compiuto il suo dovere non venga fatta attraccare in un porto sicuro. E’ chiaro che in queste situazioni non c’è garanzia sulla sicurezza a bordo. Sono situazioni che restano fuori dal diritto, siamo in fiduciosa attesa di un’assegnazione di un porto”. Per lo sbarco si è schierato anche il primo cittadino di Lampedusa Martello: “Sono i benvenuti, i porti non sono chiusi. Riesco a vedere la nave Jonio da qui, sono alla fonda a poco più di un miglio dalla costa. Noi siamo qui che li aspettiamo. Se arrivano sono i benvenuti. Se c’è bisogno del nostro intervento noi interveniamo”. E ha ricordato che “non c’è un’ordinanza di chiusura dei porti, che mi risulti”.

Dati Viminale: “A Lampedusa sono sbarcati in 162 nel 2019” – Sono 162 i migranti sbarcati a Lampedusa dall’inizio dell’anno ad oggi, mentre nel 2018 le persone arrivate sull’isola sono state complessivamente 3.468. Lo affermano fonti del Viminale replicando al sindaco Totò Martello e sottolineando che si tratta di “numeri che sono compresi nella statistica quotidianamente pubblicata sul sito del ministero dell’Interno e comprendono tutti gli arrivi, anche con imbarcazioni di fortuna, i cosiddetti ‘microsbarchi'”. Si tratta, aggiunge il Viminale, di “numeri ufficiali, verificati e che si basano sull’attività svolta quotidianamente dalla polizia”. Dunque “è peraltro singolare immaginare che su un’isola si possano verificare arrivi senza che gli stessi vengano verificati e subito contabilizzati”. Nel dettaglio, sono stati 8 gli sbarchi: 5 a gennaio, uno a febbraio e 2 a marzo. In tre casi i gommoni erano partiti dalla Libia, negli altri dalla Tunisia. In quattro degli 8 casi – per un totale di 43 persone – i migranti sono arrivati direttamente sull’isola senza essere intercettati.

Zingaretti: “Ennesima tragica sceneggiata” – Attacchi al governo da sinistra. Per il segretario Pd Nicola Zingaretti, siamo di fronte “all’ennesima sceneggiata”: “In totale assenza di politica estera e sull’immigrazione, stiamo assistendo all’ennesimo tragica sceneggiata contro gli esseri umani da parte di chi si sente forte contro i deboli e non fa assolutamente nulla per gestire e governare #MareJonio”, ha scritto su Twitter. Mentre in Aula alla Camera, rivolgendosi al premier Conte, è intervenuto anche il segretario nazionale di Sinistra italiana-Leu Nicola Fratoianni: “Quei migranti sono stati salvati da chi oggi compie il suo dovere cercando di restituire onore e dignità a un Paese che la sta perdendo ogni giorno grazie alla protervia, all’arroganza e alla violenza del ministro dell’Interno e all’ignavia di un governo che nel suo complesso non è in grado di assumersi le sue responsabilità. Nella giornata di ieri quando sono stato informato del salvataggio in corso ho cercato innanzitutto il ministro competente, il ministro Toninelli. Mi ha risposto la sua segreteria dicendomi che si trovava in volo e che mi avrebbe richiamato. Ad oggi non ho ricevuto nessuna chiamata da Toninelli”.