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Francia, profanato cimitero ebraico in Alsazia: svastiche sulle lapidi. In migliaia in marcia a Parigi contro l’antisemitismo

E' accaduto a Quatzenheim, un villaggio di 800 abitanti situato a circa 20 km a ovest di Strasburgo. È l'ennesimo episodio di antisemitismo nel Paese e arriva a soli due giorni dalle frasi razziste urlate dai gilet gialli durante l'ultimo sabato di manifestazioni. Macron: "Puniremo". L'appello del ministro per l'immigrazione israeliano agli ebrei: "Tornate a casa, immigrate in Israele"

Svastiche blu e gialle e altri simboli antisemiti disegnati con le bombolette spray. Così sono state profanate circa 80 lapidi di un cimitero ebraico francese. È l’ultimo caso di antisemitismo in Francia. E’ accaduto a Quatzenheim, un villaggio di 800 abitanti situato a circa 20 km a ovest di Strasburgo, nella notte tra lunedì e martedì. L’atto vandalico è stato reso pubblico da Sylvain Waserman, vicepresidente dell’Assemblea nazionale francese e deputato eletto con la Republique En Marche nel Bas-Rhin. Nello stesso giorno in diverse città del Paese erano in programma marce proprio per dire “basta” all’antisemitismo.

“Agiremo, adotteremo leggi e puniremo”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, subito andato in Alsazia per parlare e tranquillizzare gli abitanti. Presente anche il ministro dell’Interno Christophe Castaner, che ha denunciato come “l’odio si stia diffondendo nel Paese”. Immediata la condanna anche del ministro dell’immigrazione israeliano, Yoav Gallant, che ha chiesto agli ebrei di rientrare “a casa”. “Condanno fermamente l’antisemitismo in Francia e faccio appello agli ebrei: rientrate a casa, immigrate in Israele”, ha scritto su Twitter. “La profanazione delle tombe nel cimitero ebraico in Francia – ha aggiunto – ricorda i giorni bui della storia del popolo ebraico”. Un appello analogo era già stato fatto dal premier Benjamin Netanyahu, dopo gli attentati del gennaio 2015 a Parigi.

La risposta dei francesi si è vista martedì 19 febbraio, quando in migliaia si sono radunati in place de la République per manifestare contro l’antisemitismo. Tra la folla, in mezzo a cartelli con scritte come “Basta” o “No a banalizzare l’odio”, anche il premier Èdouard Philippe e altri ministri. Alla manifestazione, indetta dal Partito Socialista, hanno aderito una cinquantina tra partiti e organizzazioni.

L’ultimo episodio antisemita è successo solo pochi giorni fa, durante il quattordicesimo sabato di protesta dei gilet gialli. Alcuni manifestanti in corteo hanno urlato insulti razzisti contro Alain Finkielkraut, noto filosofo e accademico figlio di genitori sopravvissuti ad Auschwitz, come “sporco sionista”, “la Francia è dei francesi”, “Palestina” e “il popolo ti punirà”.

Il fenomeno ha subito picchi inquietanti nel Paese, dove gli episodi di antisemitismo sono cresciuti del 75% nel solo 2018. I dati sono stati diffusi dal ministro dell’Interno Cristophe Castaner, all’indomani delle urla contro Finkielkraut. In particolare sono stati verificati 311 casi nel 2017 e 541 nel 2018. Gli esempi degli ultimi giorni sono molti, dalla svastica disegnata su un ritratto di Simone Veil, alla scritta ‘Juden’ sulla vetrina di un negozio o a un’altra scritta ‘Macron’s Jews bitch’sulla saracinesca di un garage, fino alla profanazione del luogo della morte del giovane ebreo Ilan Halimi, torturato per 3 settimane dai suoi rapitori e poi ucciso nel 2006.