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Atp Finals, proroga di dieci giorni per la garanzia da 78 milioni. Appendino: “La partita non è chiusa”

Venerdì 15 febbraio, termine ultimo per l’invio della lettera di candidatura, il governo non aveva stanziato la cifra per garantire le 5 edizioni. Era il sintomo dei disaccordi tra M5s e Lega. La questione passa ora al presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Ancora dieci giorni per trovare una soluzione e fornire quelle garanzie economiche richieste dagli organizzatori necessarie per ospitare dal 2021 al 2025 le Atp Finals, uno dei tornei di tennis più importanti del mondo. L’organizzazione internazionale del tennis professionistico maschile ha concesso all’Italia una proroga di dieci giorni dopo lo “psicodramma” avvenuto venerdì, termine ultimo per l’invio della lettera di candidatura. Quel giorno durante la riunione del Consiglio dei ministri l’esecutivo non aveva stanziato i 78 milioni di euro richiesti per garantire le cinque edizioni (18 milioni il primo anno, 15 milioni nei successivi quattro). Era il sintomo dei disaccordi tra i due alleati al governo, il M5s e la Lega, il primo col sottosegretario Simone Valente che spingeva per la candidatura, la seconda col collega Giancarlo Giorgetti che frenava. A Torino, in lizza insieme a Londra, Manchester, Tokyo e Singapore, la decisione aveva destato molta rabbia e molti avevano perso la speranza, ma Federtennis venerdì sera aveva inviato la lettera chiedendo più giorni di tempo allegando la proposta di legge del capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, volta ad autorizzare gli stanziamenti.

Così domenica il presidente della Fit Angelo Binaghi ha ottenuto ciò che chiedeva e ha comunicato alla sindaca Chiara Appendino la notizia. “Nonostante le vicende degli ultimi giorni, la partita non è chiusa – ha annunciato ieri lei nel pomeriggio -. Io e altre persone delle realtà di cui sopra ci siamo spesi in ogni modo possibile per trovare una soluzione che permettesse una proroga dei termini per fornire le garanzie finanziarie necessarie”. Per riuscirci serve l’impegno della politica romana: “Spero e speriamo vivamente che ci sia un impegno corale per trovare una soluzione tecnica che rispetti i tempi – ha proseguito Appendino -. Se il governo opererà su questa linea allora tornerà concreta la possibilità di raggiungere l’obiettivo e dare questa opportunità a Torino, al Piemonte e all’Italia intera”.

La questione passa ora al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tuttavia nei giorni scorsi il sottosegretario Giorgetti, sottolineando i costi elevati, aggiungeva che “bisognerebbe trovare un veicolo per approvare una norma di legge rapidamente”. La proposta di legge del capogruppo leghista Molinari prevede il voto del parlamento, ma i tempi sono stretti e la decisione finale dell’Atp arriverà il 14 marzo. Toccherà quindi all’esecutivo darsi da fare: “Il governo, nel mese di novembre, si era impegnato con una lettera a disporre le garanzie”, ha ammonito Appendino. Nel capoluogo piemontese, nell’attesa di una decisione, si cercano degli sponsor privati che possano sostenere l’evento. A muoversi è la Camera di Commercio, il cui presidente Vincenzo Ilotte negli ultimi giorni si era appellato al governo affinché Torino potesse essere ufficialmente candidata.