Politica

Tav, De Luca: “Si riaprano i manicomi. Team esperti presieduto Ponti, uno con una immagine improbabile”

Qual è la cosa più urgente oggi? La riapertura dei manicomi. E’ assolutamente urgente, qui abbiamo gente furiosa che impazza nelle istituzioni. L’analisi costi-benefici  sul Tav è stata preparata da un gruppo di lavoro presieduto da un signore che si chiama Ponti. A vederlo così ha una immagine improbabile“. Così, a Lira Tv, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, esordisce nel suo attacco all’analisi costi-benefici sul Tav, soffermandosi sul professor Ponti: “Per nostra consolazione, ha dichiarato che che lui non saprebbe distinguere un cantieri da una portaerei. Questo è il presidente del gruppo di lavoro che ha fatto il calcolo costi-benefici. Nel calcolo dei costi, sapete cosa c’ha messo? Le entrate che lo Stato perderebbe per la vendita di gasolio. Cioè i 5 Stelle si preoccupano di mantenere il tasso di inquinamento prodotto dai tir. E non solo: tra i costi hanno incluso la diminuzione dei pedaggi per le società autostradali” – continua – “Ma come? Fino a ieri avete detto che volevate fucilare alla schiena i dirigenti della Società Autostrade che gestiva il ponte Morandi. Sia ovviamente benedetto in eterno Basaglia, ma almeno per un periodo di emergenza chiedo la riapertura dei manicomi. Assolutamente. Priorità assoluta”.

De Luca ribadisce la sua contrarietà all'”autonomia differenziata“: “Questa linea rischia di spezzare l’Italia in due e di penalizzare drammaticamente i nostri territori, cioè togliere al Sud le risorse necessarie per dare il lavoro ai nostri figli. Ci sono però delle premesse: per parlare di Sud dobbiamo avere le carte in regola e presentarci con un volto di grande dignità, quella che nel Nord è cresciuta è l’immagine di un Sud cialtrone, clientelare, inefficiente, incapace di utilizzare i fondi europei e non in grado di dare servizi efficienti ai propri cittadini”.
E aggiunge: “Dobbiamo fare allora una operazione verità: chiarire bene quante risorse arrivano al Sud e chiarire anche agli amici del Nord che almeno io intendo parlare a nome di un altro Sud, non quello della cialtroneria, della demagogia, della inconcludenza, ma del Sud della concretezza e della correttezza amministrativa. Io sono per avere più autonomia come Regione Campania, ma non l’autonomia scolastica che romperebbe l’unità nazionale. Queste sono pazzie a cui dobbiamo resistere. I programmi formativi devono essere a misura dell’Italia, non delle spinte regionali” – prosegue – “Provate a immaginare un programma scolastico fatto dai leghisti estremisti o dai 5 Stelle squinternati. Magari insegneremmo nelle scuole che i vaccini non si devono fare, che lo sbarco sulla Luna non è avvenuto e che l’unità d’Italia è una palla di piombo appesa ai piedi del Veneto. No, i programmi formativi devono essere nazionali”.

Poi puntualizza: “E’ chiaro che fanno bene a mandarci a quel paese, se ci presentiamo col volto del Comune di Napoli, che riceve più soldi di tutti in assoluto, cioè 362 euro pro capite l’anno a fronte dei 260 euro di Roma e dei 45 euro di Milano, e, ciò nonostante, questo i cittadini pagano le tasse piu’ alte e hanno i servizi peggiori, oltre al fatto che il Comune ha accumulato un debito di oltre un miliardo. Se ci presentiamo con questa immagine del Sud ci ridono in faccia e fanno bene a mandarci a quel paese.”.
E rincara :”Non solo, al Comune di Napoli è stata data anche la possibilità di mettere a lavorare centinaia di giovani e non partecipa al programma per creare posti di lavoro. E’ sconcertante. Sono cose da Sant’Uffizio. Dobbiamo quindi presentarci col volto dell’efficienza e del rigore spartano nella gestione dei bilanci. Se ci presentiamo col volto dell’ammuina, della lamentela permanente, delle chiacchiere al vento, non ci fanno neanche entrare, o meglio, ci fanno entrare, ma quando ce ne andiamo, ci ridono appresso”.

Il politico del Pd chiosa: “Bussetti? Potremo rispondergli con parole di fuoco ma è meglio che ce le risparmiamo. Quello che ha detto Bussetti è  il senso comune che circola nel Nord rispetto a un Sud che non fa nulla. Abbiamo una percentuale significativa di figli di buona donna in tutti i settori, ma l’idea che il Sud sia la terra dove non ci si sacrifica è una immagine infame del Sud che dobbiamo sconfiggere e la sconfiggiamo con l’esempio”.