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Diciotti, il sottosegretario Di Stefano (M5s): “L’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini? Non va concessa”

"Parliamo dell’operato di un governo intero, di un Consiglio dei ministri che ha agito collegialmente. Ma se gli iscritti del M5s votano a favore del processo voteremo sì", dice il sottosegretario agli Esteri. M5s Torino: "Voteremo a favore del processo del ministro dell'Interno su Rousseau". Nel frattempo la procura di Catania valuta l'iscrizione di Conte, Di Maio e Toninelli. Zuccaro: "No comment"

Matteo Salvini non deve essere processato. È quello che pensa il sottosegretario grillino agli Esteri, Manlio Di Stefano, a poche ore dall’ufficializzazione del voto online tra gli iscritti del M5s. Il risultato della consultazione online tra gli iscritti determinerà la decisione dei sette senatori del M5s nella Giunta per le Elezioni del Senato che martedì dovrà esprimersi sull’autorizzazione a procedere del tribunale dei ministri di Catania.

Di Stefano: “Se voto online è per il sì ci adeguiamo” – “Credo in questo caso l’autorizzazione non vada concessa perché parliamo dell’operato di un governo intero, di un Consiglio dei ministri che ha agito collegialmente. Conte, Toninelli e Di Maio hanno consegnato al tribunale dei ministri le loro memorie, dicendo che hanno partecipato a questa scelta”, ha detto Di Stefano nell’intervista a Maria Latella su Sky Tg24.  “Credo – aggiunge Di Stefano – che non saremmo dovuti arrivare a questo, Salvini avrebbe dovuto rinunciare a questo voto e farsi processare: sarebbe arrivata l’assoluzione. Non ci può essere dolo in questo caso. Probabilmente da parte di Salvini è stato un segnale di debolezza dire ‘mi farò processarè e poi ritrattare”. Ma se nel voto online la maggioranza degli iscritti del M5s opteranno per il processo a Salvini? “Allora  voteremo sì“, dice Di Stefano, che escude ogni rischio per il governo: “Gli italiani ci hanno dato una grande opportunità di governare, sarebbe stupido rinunciare. Credo che questo esecutivo abbia i numeri per governare e abbia le carte in regola per farlo. Credo che Lega e M5S sanno perfettamente che non ci sono alternative credibili a questo governo e hanno tutto l’interesse ad andare avanti”.

M5s Torino: “Voteremo sì al processo a Salvini” – Nel frattempo annunciano il loro voto a favore del processo a Salvini, i consiglieri comunali del M5s a Torino. “Non ha alcun senso tradire la propria coerenza per non mettere a rischio il Governo, sarebbe un ragionamento da vecchia politica che non può far parte del nostro modo di vedere. Per questo voteremo sì alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini i nostri interessi politici non possono in alcun modo essere posti davanti e a scudo di una legittima azione della magistratura”. Per i 5S di Palazzo Civico “non è corretto né accettabile che un ministro o un politico possa sottrarsi a quelle forme di controllo e di responsabilità dei propri comportamenti, sarebbe una minaccia per il concetto stesso di democrazia. Da sempre ci battiamo contro l’immunità parlamentare, non sarà il timore di una crisi di Governo a far venire meno questi valori perché se fossero traditi un Governo M5S non potrebbe mai più esistere. In ogni caso il Governo non è a rischio per questo voto, che è un voto di coscienza su una vicenda, quella dell’accoglienza dei migranti che ha provocato lacerazioni morali in tanti di noi”.

Grasso: “Rousseau? Pensino a Montesquieu” – Attacca la scelta di affidarsi al voto online del M5s, invece, il senatore Pietro Grasso: “Dopo settimane di ‘dobbiamo leggere le carte’ ora spunta il Lodo Giarrusso: il voto degli attivisti che però non possono leggerle. Più che a Rousseau i 5 stelle pensino a Montesquieu: la separazione dei poteri è un principio fondamentale. Il Senato autorizzi il processo a Salvini”. “Questi cialtroni del M5S non hanno il coraggio di assumersi una qualsiasi responsabilità, sul rinvio a giudizio di Salvini ricorrono alla piattaforma Rousseau. È l’ennesima fake news. Rinnegando qualsiasi principio professato, Casaleggio e Di Maio salveranno il leader della Lega.#ridicoliebugiardi”, scrive su facebook il senatore Pd Francesco Bonifazi, capogruppo dem in Giunta per le elezioni. Chiede invece di certificare la piattaforma Rousseau, Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera: “Per rendere trasparente, pertanto oggettivamente inoppugnabile, questo voto bisognerebbe consentire a una società terza, distinta e distante dalla galassia Casaleggio, di verificare, ovvero ‘certificarè questa ‘liberà espressione popolare. Si badi bene, il tutto nell’esclusivo interesse degli attivisti del M5S, di Salvini e della credibilità del partito italiano maggiormente rappresentato in Parlamento”.

Centinaio: “Non temiamo il voto online” – “Voto in giunta e processo? Sono tranquillissimo, gli Italiani sanno che ho agito per il loro bene e la loro sicurezza”, ha ripetuto in giornata Salvini. Sul fronte leghista commenta la decisione di affidare il voto in giunta a una consultazione online tra iscritti il ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio: “Non temiamo il voto online del M5s sul caso Diciotti e la piattaforma Rousseau non mette a rischio il governo che è stabile e sta lavorando bene. Son cose assolutamente diverse e aspettiamo il voto in Parlamento. I ministri di questo governo, M5s compresi, dicono che non c’è stato un interesse personale da parte del ministro dell’Interno, ma una decisione collegiale, allora dovrebbero votare sì per anche per Centinaio, Conte, Di Maio”.

Procura di Catania valuta indagine su Conte – Il riferimento è per i documenti allegati alla memoria di Salvini del premier Giuseppe Conte, del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro Danilo Toninelli. Sono gli atti con cui i tre esponenti del governo rivendicano di aver condiviso ogni decisione sul caso della Diciotti. La giunta per le Immunità del Senato ha inviato quei documenti alla procura di Catania. L’ufficio giudiziario etneo sta comunque aprendo un fascicolo sulla trasmissione degli atti. L’apertura del fascicolo è un atto dovuto. Ed è con le stesse due parole – “atto dovuto” – che gli inquirenti della procura di Catania definiscono l’iscrizione di Conte, Di Maio e Toninelli nel registro degli indagati.

Zuccaro: “Non posso rilasciare dichiarazioni” – “Non posso rilasciare dichiarazioni sulle iscrizioni, che si fanno o meno, per ragioni di segretezza”, ha detto il procuratore Carmelo Zuccaro sta valutando l’iscrizione di Conte, Di Maio e Toninelli nel registro degli indagati per sequestro di persona aggravato, cioè lo stesso reato contestato a Salvini.  Secondo ambienti giudiziari, l’iscrizione nel registro indagati dei tre esponenti del governo M5s – Lega sarebbe automatica. Poi la procura dovrà decidere se chiedere l’archiviazione o meno. Lo scorso autunno, il procuratore Zuccaro, dopo l’arrivo degli atti da parte del Tribunale dei ministri di Palermo, per competenza territoriale, aveva chiesto l’archiviazione al tribunale dei ministri catanese. Che però non ha condiviso la sua interpretazione, chiedendo al Senato l’autorizzazione a procedere per Salvini.