Cronaca

Manuel Bortuzzo, fermati i due sospettati dopo la confessione: “È stato un tragico errore, tre colpi esplosi alla cieca”

Sono due ragazzi di 24 e 25 anni gli autori della sparatoria che nella notte tra i 2 e il 3 febbraio ha colpito il nuotatore fuori da un pub romano. I due si sono presentati in questura accompagnati e sono stati interrogati dagli investigatori della Squadra mobile di Roma. Fermati con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo d’arma, verranno ora trasferiti in carcere

Hanno confessato: a ferire Manuel Bortuzzo sono stati loro. Perché hanno sparato? Per errore. Sono due ragazzi di 24 e 25 anni, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, gli autori della sparatoria che nella notte tra i 2 e il 3 febbraio ha colpito il nuotatore nei pressi di un pub romano. I due si sono presentati in questura accompagnati dai loro legali e sono stati interrogati dagli investigatori della Squadra mobile di Roma. Le indagini sono dunque a una svolta. I giovani sono stati individuati grazie alle descrizioni fisiche dei testimoni da cui sono stati realizzati due identikit. Al temine dell’interrogatorio Marinelli e Bazzano sono stati fermati con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo d’arma. I due ragazzi verranno ora trasferiti in carcere.

“Siamo qui perché Manuel deve avere giustizia. Siamo distrutti. E’ stato un tragico errore“. L’avvocato Alessandro De Federicis, legale di Lorenzo Marinelli, ha riferito quello che i due giovani avrebbero detto agli investigatori. Hanno raccontato di tre colpi esplosi alla cieca. “Era buio“, avrebbero detto. A sparare, spiega l’avvocato De Federicis, arebbe stato Marinelli mentre Bazzano guidava lo scooter. “Non volevano colpire, alla fine di una rissa un un locale avevano ricevuto delle minacce e temevano che delle persone si rifacessero sotto, quindi giravano in motorino con una pistola”, ha spiegato il legale, aggiungendo: “La pistola, secondo quello che dichiarano loro, è stata ritrovata tempo fa in un campo e utilizzata all’occorrenza. Dicono che il colpo è stato esploso durante la marcia”. I due ragazzi, riferisce ancora l’avvocato, hanno girato allo sbando, “sono tre notti che non dormono, sono molto provati”.

Una pistola ritrovata in un prato – Nelle scorse ore, tra l’altro, una pistola è stata trovata in un prato di Acilia, borgata limitrofa all’Axa, quartiere a sud della Capitale dove è avvenuto il  ferimento del giovane. L’arma, come scrive il Messaggero, è stata individuata e sequestrata dagli agenti della squadra mobile ed è stata portata nei laboratori della Scientifica in attesa di essere analizzata. Bisogna infatti capire se sia stato quello il revolver da cui sono partiti gli spari. La polizia sta lavorando per rilevare eventuali impronte digitali. Chi ha premuto il grilletto sabato notte davanti al pub di piazza Eschilo potrebbe essersi liberato dell’arma gettandola nel prato durante la fuga.

La fidanzata 16enne di Manuel, unica testimone della sparatoria, teme ritorsioni. Quella notte, infatti, erano insieme. I due, che avevano rinunciato ad entrare nel pub perché c’era una rissa, stavano andando verso un distributore automatico di sigarette. Il ragazzo, che si allenava a Ostia con le fiamme gialle dallo scorso autunno, ha subito una lesione midollare completa, come ha riferito il direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale San Camillo di Roma, Alberto Delitala. Non potrà più camminare.

Il racconto del padre – “Ha saputo della paralisi ma non ha pianto. Gli ho promesso che tornerà a vivere come una persona normale”, ha detto il padre del giovane, Franco Bortuzzo, al Corriere della Sera. “Si è svegliato – ha aggiunto il genitore – e mi ha detto: non sento più niente. Vorrebbe tornare a casa, è consapevole della sua situazione e verrà presto trasferito in una clinica riabilitativa. Gli ho risposto: ‘e certo, con una pallottola nella spina dorsale’. Questa mattina gli hanno tolto i tubi, ha bevuto e ha detto che vuole tornare a casa“.