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Giornata della Memoria, Moavero a Gerusalemme: “Vergogna e scuse da Italia. Leggi razziali tradirono il popolo”

Il ministro degli Esteri in visita allo Yad Vashem, l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele, si è rivolto alla comunità ebraica di origine italiana. Tweet di commemorazione anche da Antonio Tajani e Giuseppe Conte. Uno sguardo al presente, invece, da Roberto Fico: "Ancora oggi ci troviamo davanti a preoccupanti focolai di antisemitismo"

“Vorrei esprimere la più profonda vergogna e le scuse a nome dell’Italia”. Così Enzo Moavero Milanesi, in visita allo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele, a Gerusalemme in occasione della Giornata della Memoria, ha ricordato le vittime dell’Olocausto della Seconda Guerra Mondiale. Rivolgendosi alla comunità ebraica di origine italiana, il ministro degli esteri ha parlato degli “orribili eventi accaduti in Italia quando, tradendo il popolo, il governo dell’epoca adottò le leggi razziali”. “Un Paese, patria del diritto due millenni fa, che ha adottato norme che tutto avevano tranne l’essere norme di diritto, tradendo così una parte dei suoi concittadini”, ha continuato il capo della Farnesina.

Il ministro, rispondendo a una domanda del pubblico, ha poi condannato le minacce dell’Iran contro Israele. “Siamo convinti sostenitori del diritto di Israele di vivere in questo Paese e in sicurezza”, ha continuato. In riferimento alla posizione dell’Italia su Gerusalemme come capitale di Israele il ministro ha detto di “comprendere le richieste”, sottolineando però come queste siano “questioni di politica internazionale che in ogni caso vanno prese in considerazione”.

Non solo Moavero. In tanti, dal presidente del parlamento Europeo al premier Conte fino a Roberto Fico, cogliendo l’occasione della commemorazione, hanno espresso il loro pensiero. “Abbiamo il dovere di ricordare l’Olocausto. Va insegnato nelle scuole, dobbiamo raccontarlo ai nostri figli. L’Europa è la risposta alla guerra e all’orrore della Shoah. Dobbiamo difendere il progetto europeo per dare un senso concreto alle parole ‘mai più'”, ha scritto su Twitter il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani.

“Un crimine folle che non dobbiamo mai dimenticare”, ha commentato invece il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che su Twitter ha voluto ricordare le parole di Primo Levi. “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare”, ha cinguettato il premier.

 

 

Luigi Di Maio, invece ha rivolto il suo pensiero in particolare ai giovani. “Oggi è una giornata importante in cui dedicarsi alla Memoria, ma dobbiamo ricordare tutti i giorni. Non dimenticare è un dovere, un monito per tutti noi. Mi rivolgo soprattutto ai ragazzi che sono il nostro futuro e la nostra speranza. Pagine di storia come queste devono essere conosciute e tramandate. Leggetele e studiatele nei libri, ascoltate i racconti di chi ancora ricorda”, ha scritto il vicepremier su Facebook. Anche Matteo Salvini ha ricordato la tragedia, facendo poi un riferimento a ciò che sta succedendo in Sicilia con la nave Sea Watch. “Una preghiera per i milioni di vittime del nazismo, perché la follia assassina non si ripeta mai più. #Shoah #Giornatadellamemoria. P.s. Che squallore chi cerca di accostare le stragi di ieri (e i milioni di morti) con il controllo serio dell’immigrazione che fanno tutti i Paesi civili del mondo, e finalmente anche l’Italia. Meno sbarchi, meno morti, meno soldi alla mafia, più diritti e più sicurezza. Ci vuole tanto a capirlo?”, ha scritto il ministro dell’Interno, sempre via social.

Un accenno al presente anche dal presidente della Camera, Roberto Fico. “La memoria è un dovere verso le vittime e i sopravvissuti, ma è soprattutto un imperativo morale e civile, reso urgente anzitutto dal fatto che ancora oggi ci troviamo davanti a preoccupanti focolai di antisemitismo“, ha affermato l’esponente del Movimento 5 stelle in una nota. “La Shoah – ha proseguito – ha combinato il delirio razzista, una pianificazione burocratica e un’efficienza criminale uniche nella storia del nostro continente. Un piano criminale di cui fu vittima il popolo ebraico, unitamente a Rom, Sinti, disabili, omosessuali che non rispondevano ai canoni di purezza della razza, così come gli internati militari e gli oppositori del regime”. Fico ha poi ricordato l’importanza della Resistenza antifascista che ha garantito la nascita della Repubblica e la stesura della Costituzione. “Libertà, eguaglianza e giustizia non sono acquisite per sempre, ma vanno difese e promosse ogni giorno affinché le nostre società riaffermino i valori del dialogo, del rispetto reciproco, della pari dignità di tutte le loro componenti – ha poi specificato – Allo stesso modo dobbiamo impegnarci ogni giorno per contrastare chi, dagli stadi di calcio al web, alimenta l’odio antisemita e, in generale ogni altra forma di odio e discriminazione basata su etnia, religione, e orientamento sessuale”. “Memoria – ha concluso – non è solo una parola, è un esercizio, un impegno che ci vede tutti coinvolti, come cittadini e come comunità”.

“Alle radici della Shoah, accanto alla follia dell’ideologia nazifascista, ci sono anche cause spesso miserabili, interessi, pregiudizi, disorientamento culturale, rancore sociale: questo è il terreno su cui è cresciuto il razzismo e grazie al quale le persecuzioni sono sembrate normali a milioni di cittadini, anche italiani. È un terreno che può tornare fertile, se non si vigila, se si permette che torni ad attecchire la malapianta dell’intolleranza e della sopraffazione, della ricerca del nemico e del colpevole”, è la riflessione condivisa invece dai parlamentari del Pd Ettore Rosato, Debora Serracchiani e Tatjana Rojc, in visita alla Risiera di San Sabba.