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Luigi Miseferi si commuove in diretta parlando di Giacomo Battaglia: “Dorme un sonno profondo”

Il comico del Bagaglino ha raccontato a Italia Sì la malattia del compagno e amico

In molti ricordano il due comico reggino formato da Battaglia e Miseferi che tanto hanno fatto sorridere al Bagaglino. Tra le loro imitazioni più amate quelle di Sandro Ciotti e Bruno Vespa. I due sono stati per anni una coppia inossidabile, anche grazie e molti spettacoli teatrali. E proprio Luigi Miseferi si è commosso, ospite della trasmissione Italia Sì condotta da Marco Liorni, nel raccontare come mai nell’ultimo periodo i due non appaiono più insieme.

“Da circa dieci anni a questa parte abbiamo intrapreso, nonostante siamo rimasti un duo, anche carriere individuali quindi capitava che quando uno di noi si recava sul posto di lavoro la gente chiedeva “e l’altro dov’è?”. Purtroppo nell’ultimo periodo questa è una domanda che mi fanno in modo insistente sia le persone che mi incontrano che sui social e sinceramente mi fa molto male dover rispondere in questo modo – ha detto Miseferi commuovendosi – Mi domandano “ma come, vi siete separati?”. No, purtroppo è successo che a gennaio dello scorso anno a Giocomo è stata diagnosticata una terribile malattia, per la quale è stato operato, si è sottoposto a dei cicli di terapia. Come un leone ha continuato la tournée con me e con Pippo Franco. Purtroppo a giugno scorso, al termine di uno spettacolo nel quale Giacomo è stato letteralmente perfetto, non c’era nessun segno di nulla, a distanza di qualche ora è stato colpito da un ictus e da quel momento dorme un sonno molto profondo”.

Il comico ha proseguito ringraziando tutti quelli che si sono impegnati in questi mesi, dalla “terapia intensiva di Reggio Calabria a Villa Elisa dove ora è curato amorevolmente”. “Vorrei salutare – ha concluso – la sorella Angela e il nipote Marco e vorrei lanciare questo messaggio perché voglio credere in qualcosa. In questo momento Giacomo pur dormendo ha davanti a sé il televisore e ci sta guardando. Vorrei che queste mie parole e l’affetto di coloro che in questi  mesi mi hanno chiesto di lui ecco vorrei pensare che certe cose, l’amore, l’affetto, non c’è bisogno di ascoltarlo con la testa ma con il cuore“.