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Banche, Tria: “Problema in ordinamento Ue, limita intervento pubblico”. E sulla stabilità monetaria: “C’è, forse troppo rigorosa”

“Le ragioni di difesa” del sistema bancario “non possono essere ignorate e probabilmente noi abbiamo un problema di questo tipo nell’ordinamento europeo che permette poco e difficilmente l’intervento pubblico”. A sottolinearlo Giovanni Tria, ministro dell’Economia, citando e ricordando Guido Carli che, pur favorevole alla privatizzazione delle banche e contrario al loro “uso strumentale” in politica economica, ammetteva un ruolo pubblico in caso di “difesa di alcuni settori e mancanza di acquirenti”.

“Oggi abbiamo la stabilità monetaria, anche se forse è interpretata in modo troppo rigoroso, perché si cerca il target di inflazione al 2% e ancora dopo anni non siamo arrivati a quel punto”, ha poi osservato Tria, nel corso del suo intervento all’Abi alla presentazione del volume ‘Mercato, Europa e Libertà‘ che raccoglie gli interventi di Guido Carli. Ma, contemporaneamente, ha aggiunto il ministro, “abbiamo il problema della fiducia, che non è un problema che si risolve ma si ripresenta, quindi è un problema non risolto, e lo sperimentiamo in Italia in questo periodo”.

Infine, per Tria, “l’idea secondo cui i comportamenti virtuosi di finanza pubblica si impongono con vincoli (anche europei, ndr) che rendono sempre più costosi i comportamenti devianti è un’idea che non ha funzionato bene. I vincoli esterni a volte comportano un aggravamento del comportamento che si vuole correggere. Ma questa è la ratio con cui si è costruita e continua a costruirsi l’architettura europea”.