Prove su strada

Renault Kadjar, la prova de Il Fatto.it – Oltre il restyling c’è di più – FOTO

L'aggiornamento del suv di taglia media francese porta in dote sia novità stilistiche che meccaniche, senza dimenticare quelle riguardanti la gamma motori. Il listino parte da poco sopra i 21mila euro

Ormai è chiaro da tempo, per i marchi automobilistici il terreno di scontro per eccellenza è diventato quello delle sport utility. Così, davanti a circa una quarantina di concorrenti nel segmento, Renault ha rilanciato la sua Kadjar campionessa d’incassi – sono state 450mila le unità vendute dal lancio del 2015 – in una veste nuova, che le ha conferito più grinta, comfort e dinamicità.

Osservandola da fuori, salta all’occhio una calandra più ampia e il nuovo sistema di luci a led, sia per i gruppi ottici anteriori che posteriori: le luci diurne disegnano una linea a forma di C, richiamando quelli della sorella maggiore Koleos, mentre i fendinebbia sono “impreziositi” dalla cromatura del contorno; a diodi luminosi pure le luci di posizione e gli indicatori di direzione. Nel complesso, la Kadjar pare essersi irrobustita nelle linee, pur senza cambiare le misure: 4.489 millimetri di lunghezza e 1.840 di larghezza. Anche il bagagliaio si mantiene molto capiente, con 527 litri che possono diventare 1.478 se si abbatte il divanetto posteriore e una lunghezza di carico totale di 2,5 metri facendo scomparire anche il sedile passeggero anteriore.

Gli interni vedono novità principalmente nella tappezzeria e nel design della plancia: da un lato troviamo sedili rivestiti in Alcantara e la possibilità di regolare la lunghezza della seduta, dall’altro un nuovo display da 7” con sistema R-Link 2 integrato nella consolle e full touch. Quest’ultimo comprende tutti i comandi, tra cui spegnimento/accensione del display e regolazione del volume: non male come soluzione, anche se bisogna farci l’occhio, abituati di solito a selettori circolari per il volume e piccoli pulsanti per lo spegnimento, magari meno funzionali all’economia stilistica della plancia, ma in alcuni casi più comodi e immediati. Immediatezza che, però, troviamo nella nuova gestione del clima.

Si rinnova anche la gamma di motori, sia benzina che diesel. I primi sono i TCe da 1.3 di cilindrata, da 140 e 160 Cv di potenza, entrambi con trasmissione sia automatica a doppia frizione che manuale e con filtro antiparticolato, “figli” dall’alleanza con Nissan e Daimler. Il benzina da 160 Cv ha affrontato con dinamicità i sali-scendi delle collinette sarde, con appena qualche leggero ritardo sui regimi più bassi. Ma ci sono ancora i diesel Blue dCi, uno già disponibile, 1.5 da 115 Cv e uno in dirittura di arrivo, il 1.7 da 150 Cv con solo cambio manuale e l’unico a vantare anche la possibilità delle quattro ruote motrici. Il “millecinque”, invece, potrà essere abbinato sia al cambio manuale a 6 velocità sia all’automatico EDC a doppia frizione, ma solo in versione 2WD.

Gli allestimenti partono dal base Life, che con motore benzina da 140 Cv è proposto a 21.350 euro, per arrivare al più ricco Sport Edition 2 che con il TCe a 160 Cv tocca già i 30.550 euro. Se invece stuzzica l’idea del diesel 4WD da 150 Cv, per conoscere l’importo bisognerà aspettare ancora un po’.

RENAULT KADJAR – LA SCHEDA 

Il modello: nuovo Kadjar, restyling del suv a 5 porte di casa Renault

Dimensioni: lungo 4.489 millimetri, largo 1.840 e alto 2.069 millimetri; il bagagliaio va da una capacità di 527 litri di partenza a 1.478 litri totali

Motori: benzina TCe 1.3 con filtro antiparticolato da 140 e 160 CV, disponibile con cambio automatico doppia frizione EDC e manuale; diesel Blue Dci 1.5 da 115 CV, anche questo con cambio manuale o automatico EDC

Consumi omologati nel ciclo misto: per il motore benzina Tce, 5,9-5,6 l/100 km

Emissioni CO2: per il motore benzina TCe, 135-133 g/km

Prezzi: a partire da 21.350 euro per il benzina da 140 Cv con allestimento Life

Ci piace: adatta per viaggi urbani e extra-urbani, non manca di sprint e comfort in entrambe le condizioni

Non ci piace: andava fatto qualche intervento sul portellone del bagagliaio, per rendere il lunotto più ampio: quest’ultimo è ancora molto stretto, il che rende la visibilità in retromarcia critica e la retrocamera compensa solo parzialmente.