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Sully, il cane di Bush padre veglia ancora la bara del padrone

L'ex presidente lo aveva presentato su Twitter nel giugno scorso, spiegando come tra i due si fosse creata da subito una certa sintonia

Questa foto ha fatto il giro del mondo e ha commosso tutti. Ritrae Sully, il labrador retriver di George Bush padre, acciambellato sotto la bara del suo padrone, scomparso venerdì scorso, avvolta dalla bandiera americana. “Missione compiuta”, ha scritto l’ex portavoce di Bush e signora, Jim McGrath, pubblicando la foto del cane che è stato il migliore amico dell’ex presidente Usa. Ma Sully non è un cane come tutti gli altri: è uno dei labrador dell’associazione per veterani di guerra “America’s VetDogs” ed è stato addestrato per aiutare le persone non autosufficienti, come Bush che per anni ha sofferto del morbo di Parkinson. Sa chiedere aiuto in caso di necessità, aprire le porte, raccogliere oggetti.

Il suo nome è un omaggio a Sully Sullenberger, il pilota americano diventato un eroe per l’ammaraggio del volo 1549 nel fiume Hudson a New York nel 2009. L’ex presidente lo aveva presentato su Twitter nel giugno scorso, spiegando come tra i due si fosse creata da subito una certa sintonia e il suo portavoce gli aveva aperto un account Instagram dedicato, in cui si vedono tutte le cose che Sully e il suo padrone hanno fatto insieme.

 

Sully ora ritornerà all’Associazione America’s VetDogs prima di cominciare un nuovo lavoro con le truppe in terapie fisiche e comportamentali al Walter Reed National Military Medical Center. Mercoledì 5 dicembre sarà ai funerali a Washington.