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Francia, un ‘gilet giallo’ minaccia: “Ho esplosivo”. Vuole essere ricevuto all’Eliseo

L'individuo, secondo i media già noto alle forze dell'ordine, è asserragliato in una stazione di servizio di un centro commerciale ad Angers. Sul posto sono arrivate le teste di cuoio. La prefettura di Maine-et-Loire spiega che "i presenti sono fuori pericolo", parlando di "rivendicazioni poco chiare"

Nella stazione di servizio del centro commerciale Anjou di Angers, in Francia, un uomo con indosso un gilet giallo, simbolo della protesta contro l’innalzamento delle tasse sui carburanti voluto dal presidente Emmanuel Macron, si è asserragliato in un centro commerciale, dicendo di avere dell’esplosivo nello zaino e una granata e chiedendo che i gilets jaunes vengano ricevuti all’Eliseo. Lo riporta Bfm-Tv, raccontando che sul posto sono arrivate le teste di cuoio e l’intervento è in corso. L’individuo, secondo l’emittente, era già noto alle forze di polizia per traffico di stupefacenti. L’uomo ha poi dichiarato che la granata di cui è in possesso è “disinnescata”.

Gli uomini dell’unità investigativa e d’intervento hanno raggiunto il centro commerciale della città: hanno già avviato il dialogo con l’uomo e sperano di riuscire a placare la situazione presto. L’uomo si trova in una stazione di servizio vicino a uno dei blocchi tenuti da una settimana dai gilet gialli che, secondo la prefettura, hanno preso le distanze da lui. “Le forze dell’ordine hanno attivato un perimetro di sicurezza. Tutti i presenti sono fuori pericolo“, spiega la prefettura di Maine-et-Loire, parlando di “rivendicazioni poco chiare”. “L’uomo è solo e ha in mano un oggetto che sembra un lacrimogeno“, riferisce ad Afp il procuratore di Angers, Yves Gambert, aggiungendo che con lui sta negoziando “il direttore del dipartimento della sicurezza pubblica”

Nella sesta giornata consecutiva di mobilitazioni, pacifiche in gran parte dei casi, sono stati in 5.174 a manifestare col blocco di strade e siti strategici. Numeri più bassi rispetto ai 290mila di sabato scorso, anche se tutti gli occhi sono puntati sulla manifestazione di domani, sabato, a Parigi. La polizia è pronta a schierare 5mila tra poliziotti e gendarmi, in particolare, in luoghi simbolo del potere come l’Eliseo.

Ed è polemica sul luogo della manifestazione: contrariamente a quanto previsto dai gilet-gialli, che volevano formare una ‘marea umana’ in Place de la Concorde, il piazzale con l’obelisco in fondo all’Avenue des Champs-Elysées e a due passi dall’Eliseo, le autorità hanno imposto di circoscrivere la manifestazione sull’altra sponda della Senna, a Champ-de-Mars, l’immenso pratone dominato dalla Torre Eiffel – sabato rigorosamente chiusa a tutti – meno a rischio per l’ordine pubblico. E soprattutto, deplorano alcuni manifestanti, molto più difficile da riempire, viste le sue dimensioni.

Da parte sua, il prefetto di Parigi, Michel Delpuech, ha avvertito che “nessuno” potrà passare per il celebre viale parigino e Place de la Concorde verrà chiusa al pubblico. Su Facebook, sono in 35mila ad indicare che parteciperanno alla manifestazione spontanea nata grazie al gruppo ‘Atto II. Tutti a Parigi‘ che lancia la sfida: “Dare un colpo di grazia e convergere tutti sulla capitale”. Secondo il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, dall’inizio della mobilitazione, sono 620 civili e 136 agenti in uniforme ad essere rimasti feriti nel corso delle proteste. Mentre Macron cerca una rapida via d’uscita per placare la rivolta, il ministro invita tutti gli “organizzatori alla responsabilità. Garantiremo libertà di espressione, ma non c’è libertà di espressione senza ordine pubblico“.