Scuola

Scuola, in Italia gli insegnanti più bistrattati d’Europa. Peggio di noi nel mondo solo Brasile e Israele

La seconda edizione del Global Teacher Status Index ha valutato la reputazione sociale degli insegnanti dalle elementari alle superiori in 35 Paesi. Il nostro Paese è al 33° posto, come testimoniato anche dai sempre più frequenti episodi di bullismo registrati dall'indagine di Tuttoscuola

Accendini davanti al volto, sfregi per una nota, professori messi nell’angolo e terrorizzati. Sono episodi frequenti tanto che una recente indagine di Tuttoscuola stima che ogni settimana siano almeno quattro gli episodi nei quali i docenti vengono presi di mira dai loro studenti. Ora la conferma arriva dalla seconda edizione del Global Teacher Status Index che ha valutato la reputazione sociale degli insegnanti dalle elementari alle superiori in 35 Paesi. Lo status dei docenti in Italia è fra i peggiori nel mondo: siamo fanalino di coda in Europa e, nella classifica generale, solo Israele e Brasile si collocano più in basso. Il nostro Paese, infatti, è al 33° posto su 35. Rispetto all’indagine condotta nel 2013 la situazione è anche più preoccupante. Basta ricordare gli ultimi episodi di cronaca: dalla docente di storia dell’istituto ‘Floriani’ di Vimercate presa a sediate fino alla mamma che in provincia di Varese ha sputato addosso all’insegnante, perché rimproverata di essere arrivata in ritardo a prendere il figlio.

I DATI DEL GLOBAL TEACHER STATUS INDEX – Il nuovo rapporto conferma che qualcosa sta cambiando e non certo in meglio. Diminuisce il rispetto nei confronti dei docenti: solo il 16% degli italiani intervistati ritiene che gli alunni rispettino i propri insegnanti (cinque anni fa erano il 20%). Si tratta del sesto dato più basso e del più basso in assoluto tra le grandi economie europee. Un altro mondo, è il cado di dirlo, quello dei paesi asiatici: in Cina, per esempio, l’81% degli intervistati ritiene che gli alunni rispettino i propri insegnanti. Nonostante questo abisso e la cronaca di tutti i giorni con episodi di violenza sempre più allarmanti, quasi un italiano su tre (il 31%) spingerebbe il proprio figlio a diventare insegnante, la seconda percentuale più alta tra le maggiori economie dell’Unione europea dopo la Spagna (39%), con un aumento rispetto al 2013, anno in cui si fermava al 28%. La percentuale più alta è degli indiani: più della metà (54%) incoraggerebbe i propri figli a diventare insegnanti, mentre sotto questo aspetto il punteggio più basso è della Russia (6%). La metà degli italiani, inoltre, ritiene che gli insegnanti dovrebbero essere pagati in base ai risultati dei loro alunni, mentre quelli contrari all’idea sono poco più di un quarto (26%). Tuttavia, il sostegno alla remunerazione legata ai risultati è notevolmente diminuito in Italia dal 2013, quando circa i due terzi degli intervistati (il 67%) si dichiaravano favorevoli.

LA REPUTAZIONE DEGLI INSEGNATI E IL RENDIMENTO DEGLI ALUNNI – “Questo indice – spiega Sunny Varkey, fondatore della Varkey Foundation che ha pubblicato lo studio – fornisce una prova accademica a qualcosa che abbiamo sempre saputo istintivamente: il legame tra lo status degli insegnanti nella società e il rendimento dei bambini a scuola. Possiamo affermare senza ombra di dubbio che il rispetto degli insegnanti non è solo un importante dovere morale, ma è essenziale per i risultati scolastici di un Paese”.

IN ITALIA UNA ESCALATION DI VIOLENZA – Ed è per questo che quanto avviene nelle scuole italiane non è certo un buon segnale. In una recente indagine di Tuttoscuola sono stati contati, nel corso dello scorso anno scolastico (quindi da settembre a giugno) 33 casi ‘ufficiali’ di professori vittime accertate di atti di bullismo, ma ci sarebbero altri 81 casi avvenuti e non denunciati. Qualche esempio? In un istituto tecnico della provincia di Vicenza un professore è stato ripetutamente minacciato da un alunno e poi costretto a mettersi in un angolo da dove alla fine è riuscito a lasciare precipitosamente l’aula. A mostrare tutto è un video girato da un compagno dell’alunno-bullo. Uno studente di 17 anni ha invece accoltellato a Caserta, in aula, l’insegnante che voleva interrogarlo per fargli recuperare una insufficienza. Ad Alessandria una supplente di un istituto tecnico con difficoltà motorie è stata legata alla sedia con lo scotch da un gruppo di studenti, mentre altri riprendevano la scena con uno smartphone. In un istituto di Pesaro un video ha immortalato uno studente che teneva in mano un accendino acceso davanti al volto del professore, mentre un compagno lo spingeva e altri lo incitavano a dargli fuoco. Risale al 2017, ma è diventato virale quest’anno il video girato in un istituto tecnico di Velletri in cui si sente uno studente minacciare l’insegnante: “Te faccio squaglià nell’acido, te mando all’ospedale”. Skuola.net, nel suo ultimo studio sulla violenza contro i docenti, effettuata sulla base dei racconti di settemila ragazzi di medie e superiori, ha rilevato che quasi uno studente su 10 ha assistito a uno scatto d’ira di un compagno che aveva come bersaglio il docente di turno. La maggior parte delle volte (55% dei casi) ci si è fermati agli insulti, ma in un caso su tre (36%) c’è stato scontro fisico.