Scuola

Lampedusa, Miur fa il bando per Giornata del 3 ottobre ma poi non risponde alle scuole. I prof: ‘Triste naufragio educativo’

Entro l'8 giugno decine di licei hanno inviato, come richiesto dal ministero dell'Istruzione, i loro progetti per essere selezionati per la 'Giornata in memoria delle vittime dell'immigrazione'. Invece il dicastero in 4 mesi non ha mai comunicato nulla agli istituti, che hanno mandato i ragazzi sull'isola pagando le spese

Il bando pubblicato dal Miur è scaduto l’8 giugno. Entro quella data decine di scuole italiane ed europee hanno inviato i loro progetti per essere selezionate e volare a Lampedusa, finanziate dal ministero come avvenuto gli anni scorsi, per prendere parte alle commemorazioni del 3 ottobre. Ma quest’anno da viale Trastevere nessuno ha mai risposto né ha comunicato alcunché agli istituti che hanno partecipato. Così solo 15 di questi hanno deciso di partire a proprie spese alla volta dell’isola per ricordare la morte dei 368 migranti annegati 5 anni fa davanti alla spiaggia dei Conigli in una delle peggiori stragi civili avvenute nel Mediterraneo. E ora i docenti hanno deciso di scrivere una lettera di protesta al direttore generale del dicastero.

“Il presente bando ha lo scopo di selezionare le scuole partecipanti al progetto ‘Porte d’Europa‘ – si legge all’articolo 1 del bando firmato dal direttore generale del Miur Giovanna Boda – nonché alle iniziative concomitanti con la celebrazione del 3 ottobre, Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione“, istituita con la legge numero 45 del 21 marzo 2016. Il bando invitava i ragazzi “di età compresa tra i 16 e i 18 anni di età, frequentanti il terzo e quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado” a presentare opere “letterarie”, “visive” e “multimediali” in partenariato con istituti di pari grado europei “entro e non oltre l’8 giugno 2018“. Gli studenti autori dei progetti più interessanti sarebbero volati a Lampedusa per partecipare alle giornate di commemorazione.

Lo scopo, si legge ancora nel bando, era quello di “sviluppare la cultura della solidarietà, dell’accoglienza e del dialogo, fondata sul pieno e consapevole rispetto dei diritti umani, mediante azioni di formazione partecipata all’interno delle scuole, rafforzando nei giovani la consapevolezza e la conoscenza sui temi del fenomeno migratorio, dei diritti umani dei rifugiati e dei richiedenti asilo“. Era il 20 aprile, il governo M5s-Lega era di là da venire, Matteo Salvini non era ancora diventato vicepremier e l’aria a viale Trastevere non era ancora cambiata.

L’estate era trascorsa accompagnata dal silenzio del ministero. Poi, nelle ultime settimane, l’ultima volta il 1° ottobre, diversi istituti hanno contattato IlFattoQuotidiano.it per segnalare di aver partecipato al bando, ma di non aver ricevuto risposta circa la valutazione dei loro progetti e l’accettazione della loro domanda di partecipazione.

Interrogato il 1° ottobre da IlFattoQuotidiano.it, il Miur aveva risposto con questa nota via email: “I lavori inviati dalle scuole stanno per essere valutati in questi giorni a Lampedusa, dagli studenti dell’Istituto Pirandello e da studenti provenienti da circa 15 scuole di tutta Italia. Le opere degli studenti, selezionate a Lampedusa e presentate lì nel corso delle celebrazioni per la Giornata del 3 Ottobre, saranno poi premiate a Roma, presso il MIUR, dove le scuole vincitrici saranno invitate, con spese a carico della Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione”.

Si tratta di una bugia, visto che nel bando è specificato con chiarezza all’articolo 1: “Il presente bando ha lo scopo di selezionare le scuole partecipanti”. L’articolo 10 è ancora più preciso: “Una commissione, nominata dal Direttore generale per lo studente, valuterà le opere inviate. Saranno selezionate 21 opere – ciascuna realizzata da una scuola italiana (una per ciascuna Regione o Provincia Autonoma) in collaborazione con una scuola europea – ai fini della partecipazione alle iniziative legate alla Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione“.

Tradotto: i lavori inviati dovevano essere valutati prima dell’evento e dovevano servire, appunto, a individuare le scuole meritevoli di partecipare all’iniziativa del Miur, che avrebbe dovuto finanziare volo e pernottamento degli studenti come avvenuto nelle precedenti edizioni dell’evento. Cosa che invece gli uffici di viale Trastevere non hanno fatto, sperando forse che docenti e studenti finissero per scoraggiarsi o decidessero di non utilizzare le proprie risorse e l’evento non avesse luogo.

Ora, invece, i 15 istituti arrivati a Lampedusa a spese loro hanno deciso di protestare. “Scuole venute senza il contributo previsto dal bando indetto dal Miur, presente alle precedenti edizioni“, si legge nella missiva indirizzata alla dg Boda. “I docenti presenti, ma soprattutto gli assenti italiani e delle scuole gemellate europee, sono amareggiati: da tutti loro una domanda al Miur che attende una risposta ufficiale”, scrivono i docenti confermando che da giugno e nonostante le domande presentate, “NESSUNA RISPOSTA ad oggi, nessuna comunicazione sugli esiti del concorso e nessuno in ministero sa dire nulla a riguardo”.

“Ogni giorno insegniamo agli studenti a essere capaci di rispondere delle proprie scelte – conclude la lettera – pensiamo che tanto di più il ministero che li rappresenta dovrebbe essere corretto nel rispondere loro della propria scelta, senza che questa iniziativa possa essere un triste naufragio educativo“.