Cronaca

Vicofaro, chiuso il centro d’accoglienza di Don Biancalani: “Farò ricorso al Tar”. E intanto ospita i migranti in chiesa

L’ordinanza di chiusura per ragioni di sicurezza, come anticipato dal Fatto.it, è puntualmente arrivata. A firmarla è stato il sindaco di centrodestra di Pistoia Alessandro Tomasi. Per Salvini e la Lega è una vittoria perché da un anno ripetono: "Quel centro va chiuso". Il prete: "Il silenzio della mia chiesa mi fa molto male"

Matteo Salvini l’ha spuntata: il centro di accoglienza di Vicofaro, a Pistoia, guidato da don Massimo Biancalani, è stato chiuso. L’ordinanza di chiusura per ragioni di sicurezza, come anticipato da Ilfattoquotidiano.it, è puntualmente arrivata. A firmarla è stato il sindaco di centrodestra di Pistoia Alessandro Tomasi. Per Salvini e la Lega è una vittoria perché da un anno martellano: “Quel centro va chiuso”. Il botta e risposta tra il ministro dell’Interno e il prete che dà accoglienza ai migranti è iniziato nell’agosto scorso, quando don Massimo portò in piscina i suoi giovani migranti, scattò delle foto e le postò su Facebook. Pronta la risposta di Salvini: “Questo Massimo Biancalani, prete anti-leghista, anti-fascista e direi anti-italiano, fa il parroco a Pistoia. Non è un fake, è tutto vero! Buon bagnetto”.

Alla fine di agosto, quando la prefettura ha chiuso il centro di accoglienza straordinario , il Cas, Salvini si fece vivo con don Biancalani attraverso Twitter: “Tempi duri per il prete che ama attaccare me e circondarsi di presunti profughi africani, ancora un po’ e la canonica scoppiava…  Chiuso!”. Don Biancalani si è infuriato e ha minacciato di denunciare Salvini: “Secondo alcuni avvocati che ho consultato, anche di rilievo, ci sono gli estremi per denunciare Salvini in quanto nel post utilizza un linguaggio allusivo, anche alla sfera sessuale. Io non amo circondarmi di ragazzi e gli ospiti del centro non sono “presunti profughi”.

Trasferiti i dieci giovani migranti del Cas, don Massimo ha continuato a far funzionare il centro per gli altri 70 migranti, ma anche senza tetto, di Pistoia nei locali della canonica, un ex convento del ‘700. Ma un’ispezione di Asl, vigili del fuoco e vigili urbani, avrebbe accertato che la struttura, in particolare la cucina e la caldaia, non sarebbero a norma. In poche parole c’è il rischio di incendi. Secondo Biancalani c’è lo zampino di Salvini: “Si tratta di carenze non gravissime, alle quali porremo rimedio. Che ci diano il tempo di intervenire. Con questo metro vorrei vedere quante altre strutture, a cominciare dalle scuole, sono a norma. E poi se non posso ospitare migranti, perché per i bambini del catechismo non ci sono pericoli?”, polemizza don Biancalani.

Intanto il prete con i suoi più stretti collaboratori ha deciso di ospitare in chiesa quelli che tra i 70 ospiti non hanno un tetto e nel contempo annuncia ricorso al Tar contro il provvedimento dell’amministrazione comunale di Pistoia. Don Massimo ce l’ha con Salvini ma anche con il vescovo Fausto Tardelli e con la chiesa pistoiese: “Il comune mi chiude il centro e nessun prete si è fatto vivo con noi per esprimere solidarietà. Il silenzio della mia chiesa mi fa molto male”, conclude il parroco di Vicofaro.