Mondo

Francia, si dimette ministro dell’Ambiente Nicolas Hulot: “Sono rimasto solo, fatti piccoli passi. Non voglio più mentire”

Diventato un'icona mediatica grazie alla trasmissione televisiva Ushuaia Nature, il politico era stato scelto da Macron per entrare nella squadra di governo dopo le critiche ricevute da chi lo considerava troppo tiepido in materia ambientale. E dalla Danimarca il presidente francese fa sapere: "Continueremo a rispettare i nostri impegni come rispetto la decisione presa da Hulot"

Il ministro francese dell’Ambiente, Nicolas Hulot, ha annunciato che presenterà le sue dimissioni. La sua decisione è maturata dal fatto che è riuscito ad ottenere solo “piccoli passi” in materia ambientale. Ai microfoni di France Inter ha dichiarato di essersi sentito “lasciato solo” dal governo sulle questioni ecologiche. “È una scelta personale. E quindi rispetto la sua libertà e spero di poter contare su di lui nel futuro” così il presidente francese Emmanuel Macron ha commentato la notizia mentre si trova in visita in Danimarca.

Hulot, fondatore dell’associazione ecologista “Fondation Nicolas-Hulot pour la nature et l’homme” che manda avanti dal ’95, ha dichiarato all’emittente francese di non volere “più mentire. Sono temi che condizionano tutti gli altri. Continuiamo a mantenere un modello economico responsabile di tutti i disordini climatici”. Il presidente francese Macron, in risposta, ha difeso gli obiettivi raggiunti dal governo in materia ambientale e ha assicurato: “Continueremo a rispettare i nostri impegni come rispetto la decisione presa da Hulot”.

Hulot in Francia è diventato famoso tra le altre cose per la sua trasmissione televisiva Ushuaia Nature ed era stato scelto come ministro da Macron prestando fede alla promessa di inserire nella squadra anche membri della società civile. La decisione era stata rivendicata dal presidente francese per rispondere alle critiche ricevute da chi lo considerava troppo tiepido in materia ambientale. In passato Hulot aveva sempre declinato proposte di incarico politico: rifiutò, ad esempio, l’offerta di entrare nel governo sotto la presidenza Chirac.

Nel 2007 fece firmare a diversi candidati alla presidenziale una sorta di “patto ecologico”, dopo aver rinunciato all’ultimo a candidarsi in prima persona. Poi rifiutò le offerte di Sarkozy. Nel 2012 il partito Europa Ecologia i Verdi gli preferì Eva Joly come candidata alle presidenziali. Una volta eletto, Hollande gli propose di entrare al governo, ma Hulot rifiutò, per poi accettare l’incarico di “inviato speciale per il pianeta” che lo avrebbe portato in giro per il mondo a sostegno dell’accordo sul clima – in seguito firmato a Parigi nel 2015.

Di recente Hulot era finito sulle pagine dei quotidiani per il diverbio con l’ex attrice e modella Brigitte Bardot, che lo aveva accusato di non compiere appieno il suo dovere da ministro, specialmente sulla tutela dei diritti degli animali. “Si comporta come se non avesse alcun potere”, era stata l’accusa. “E’ una manipolatrice”, fu la replica. Ma evidentemente il problema era più profondo.