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Zimbabwe, urne chiuse per le prime elezioni del dopo Mugabe: hanno votato cinque milioni e mezzo di elettori

Persone in coda dall'alba per scegliere tra i 23 candidati. Voto storico dopo 37 anni di strapotere dell'ex rais del paese africano. Due i favoriti: da una parte c'è l’attuale presidente del partito di governo Zanu-PF, dall'altra il leader dell'opposizione di Mdc. Mugabe alla vigilia del voto: "Mi sono dimesso per scongiurare un bagno di sangue. Chiunque vinca, accetteremo il risultato"

Lo Zimbabwe volta pagina: urne chiuse per le prime storiche elezioni presidenziali del dopo Mugabe. Un voto epocale che si è svolto senza problemi, in un sostanziale clima di pace. Hanno votato cinque milioni e mezzo di elettori, mentre si aspettano gli esiti delle votazioni. Il paese chiude così definitivamente una pagina della sua storia con le prime elezioni dopo che l’ex padre-padrone Robert Mugabe, al potere ininterrottamente per 37 anni è stato costretto ad andarsene in novembre da un golpe di fatto. Gli elettori hanno dovuto scegliere tra 23 candidati e 130 formazioni politiche, per tutto il giorno hanno fatto la fila davanti agli 11.000 seggi sotto gli occhi degli osservatori internazionali, riammessi in Zimbabwe dopo 16 anni.

Dall’alba, ben prima dell’apertura dei seggi, lunghe file di persone hanno aspettato il loro turno. Ma è già polemica per ritardi e disservizi lamentati dall’opposizione nelle zone urbane, tradizionalmente proprio filo-opposizione. La commissione elettorale ha rassicurato sulla correttezza del voto per bocca della presidente Proscilla Chigumba che ha sottolineato il diritto di tutti a “votare senza paura”. Se nessuno dei candidati supererà il 50 per cento, si andrà al ballottaggio l’8 settembre. Le previsioni della vigilia sembrano favorire, seppure di misura, Mnangagwa.

A giocarsi la partita sarebbero di fatto due candidati: l’ex vicepresidente 75enne Emmerson Mnangagwa e lo sfidante Nelson Chamisa di anni 40. Il primo è alla ricerca della legittimazione del voto per ridare lustro al consunto Zanu-Pf (il partito di Mugabe) e presentarsi agli investitori internazionali come interlocutore credibile. Il secondo è un giovane pastore-avvocato, leader del Movimento per il cambiamento democratico, un volto nuovo di un Paese che dopo decenni di voto pilotato e maggioranze bulgare, ha ancora voglia di dire la sua nelle urne.

Alla vigilia del voto, Mugabe non ha rinunciato e rientrare in scena, con una conferenza stampa a sorpresa ha dato la sua benedizione al futuro presidente: “Chiunque vinca, gli auguriamo ogni bene e accetteremo il risultato” ha dichiarato nella giornata di domenica ai giornalisti precisando che non voterà  “per coloro che hanno illegalmente preso il potere”. Mugabe ha annunciato che non voterà per il suo successore Mnangagwa, a tutti noto come ‘il coccodrillo‘. “Per la prima volta abbiamo ora una lunga lista di aspiranti al potere” ma “io non posso votare per chi mi ha tormentato…farò la mia scelta fra gli altri candidati”, ha detto il 94enne, parlando dalla sua residenza a Harare. L’anziano leader lo scorso novembre è stato costretto a lasciare il poter dopo un colpo di stato militare che ha affidato la presidenza proprio al suo ex braccio destro.

“Mi sono dimesso per scongiurare un bagno di sangue e per evitare un conflitto tra esercito e popolazione”, ha spiegato Mugabe nella prima conferenza stampa dalle sue dimissioni. “Chiunque vinca, gli auguriamo ogni bene…e accetteremo il risultato“, ha aggiunto l’ex presidente. Poi ha precisato: “Non voterò per coloro che hanno illegalmente preso il potere, non posso votare per lo Zanu-Pf”. Su Chamisa ha invece dichiarato: “Mi pare che stia facendo bene, se sarà eletto gli auguro il meglio”.