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Decreto Dignità, Renzi come Berlusconi: “È un decreto disoccupazione, Di Maio mette in difficoltà le imprese”

L'ex premier: "Dovevano essere il governo del cambiamento e l'unica cosa che cambia è il nome del ministero: quello che si chiamava ministero del Lavoro ora si chiama ministero della Disoccupazione. La luna di miele finirà con l'estate, dovranno dirci cosa faranno dopo tutte le promesse"

Matteo Renzi come Silvio Berlusconi. Il giudizio dell’ex premier e segretario Pd sul decreto Dignità del governo Conte è praticamente identico a quello del leader di Forza Italia, che lo aveva definito “un male per le imprese, i lavoratori e l’occupazione” e aveva detto che creerà “più disoccupati e più sfruttati“. Intervistato dal Sole 24 Ore, Renzi afferma che “lo chiamano dignità ma è un decreto disoccupazione“, “Di Maio mette in difficoltà le imprese creando incertezza“, “dovevano essere il governo del cambiamento e l’unica cosa che cambia è il nome del ministero: quello che si chiamava ministero del Lavoro ora si chiama ministero della Disoccupazione”. Poi aggiunge: “Mi piacerebbe parlare della Lega che sta tradendo il proprio elettorato. Hanno vinto nell’Italia produttiva parlando di Flat Tax e votano il decreto disoccupazione? Ho visto finalmente le prime proteste delle aziende del Nord Est. Sono certo che è solo l’inizio, e che nelle prossime settimane la reazione si estenderà a tutto il Paese”.

“Con l’estate finirà la luna di miele“, continua Renzi parlando dell’esecutivo gialloverde. “Dovranno dirci cosa faranno e cosa no, dopo aver promesso la luna, dal reddito di cittadinanza alla Fornero. Il ministro dell’Economia Tria ha una responsabilità molto pesante essendo l’unico di cui i mercati si fidano. Ma non basta. Devono indicare una strategia che ad oggi non si vede. Quando faranno finalmente un discorso verità al Paese per dire che non hanno risorse per le loro assurde promesse?”. L’ex premier attacca poi il ministro Toninelli: “E’ andato su Facebook e ha scritto che sulla Tav prima di andare avanti vuole decidere lui”, “temo che la Corte dei Conti avrà molto lavoro da fare con questi ministri che non conoscono i progetti, e passi, ma non conoscono nemmeno la legge”. Sul cda di Fs “vogliono prendersi le poltrone, ormai è evidente. Al punto che mandano a monte anche la fusione con Anas“. L’intervista si conclude con l’auspicio che nel Pd finiscano “le lotte intestine”. E alla domanda su cosa farà se alle europee 2019 “dovesse vincere la sinistra corbyniana”, l’ex premier risponde che “Non esiste nessun Corbyn in Italia, esiste il Pd”.

Sulla vicenda dell’Air Force Renzi, del cui contratto di leasing il vicepremier Di Maio e il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli hanno annunciato la disdetta, Renzi si difende attaccando: “Trovo ridicolo che nella giornata di ieri un presidente del consiglio e tre ministri abbiano passato la giornata a scrivere una lettera per valutare il recesso dal leasing di un aereo. Noi siamo la sesta potenza industriale del mondo e i nostri governanti passano il tempo a fare propaganda? Fanno queste pagliacciate perché non sanno come svicolare l’attenzione da altro. Parlare di Air Force Renzi è offensivo. È l’aereo per le missioni internazionali, per portare il Made in Italy nel mondo. Io non l’ho mai usato ma i grillini hanno bisogno di un diversivo per coprire i clamorosi errori degli ultimi giorni. Fossi Di Maio farei qualche missione con gli imprenditori all’estero, così capisce l’importanza del Made In. E apprezza il lavoro fatto da Scalfarotto. Io invece da premier usavo lo stesso aereo che usa il premier Conte: venderanno anche quello? Andrà ai vertici internazionali coi voli di linea? Non mi risulta che Conte sia andato al G7 canadese col materassino“.