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Antimafia, via libera alla Camera all’istituzione della commissione. Che avrà nuovi poteri sulle “liste pulite”

Montecitorio ha approvato all'unanimità la proposta di legge per istituire la commissione parlamentare d’inchiesta. I voti favorevoli sono stati 518, nessun contrario e 1 astenuto. Il testo ora passa al Senato. Tra le nuove prerogative della commissione ci sarà il potere di "richiedere al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo di trasmettere le informazioni, non coperte da segreto investigativo, contenute nei registri e nelle banche di dati penale"

Nuovi poteri per la commissione Antimafia. Li ha previsti la Camera dei deputati che ha approvato all’unanimità la proposta di legge per istituire la commissione parlamentare d’inchiesta. I voti favorevoli sono stati 518, nessun contrario e 1 astenuto. Il testo ora passa al Senato. Tra le nuove prerogative della commissione ci sarà il potere di “richiedere al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo di trasmettere le informazioni, non coperte da segreto investigativo, contenute nei registri e nelle banche di dati penale” ai fini dell’applicazione del codice di autoregolamentazione sulla formazione delle liste elettorali. A prevederlo un emendamento alla legge approvato nel corso dei lavori dell’Aula e proposta da Giulia Sarti, esponente del M5s e presidente della commissione giustizia.

“La politica potrà contare sullo strumento di monitoraggio già sperimentato dalla precedente commissione antimafia, grazie al MoVimento 5 Stelle che ha attribuito poteri specifici alla commissione antimafia per liste pulite”, commenta Sarti che definisce il suo emendamento come “uno strumento in più per verificare l’onestà dei propri candidati e ai cittadini il diritto, di conseguenza, di sapere se stanno votando una persona collusa o implicata in gravi procedimenti penali. I partiti da oggi non hanno più scuse. Si tratta di un passo ulteriore rispetto all’obiettivo del codice di autoregolamentazione adottato dalla commissione Antimafia della scorsa legislatura, che per accedere ai dati doveva comunque attendere i riscontri di ogni Prefettura. Oggi, grazie al MoVimento, abbiamo rafforzato i rapporti con la Direzione nazionale antimafia e, più in generale, con l’autorità giudiziaria in merito alla richiesta di informazioni velocizzando quindi l’iter di accesso alle informazioni e dotando la commissione, con legge istitutiva, di un potere di intervento maggiore”.

Montecitorio ha anche approvato all’unanimità un emendamento di Forza Italia (a firma Santelli-Sisto-Calabria) che dà alla commissione il potere “acquisire informazioni sull’organizzazione degli uffici giudiziari e delle strutture investigative competenti in materia nonché sulle sulle risorse umane e strumentali di cui essi dispongono”. La proposta di modifica aveva ottenuto il parere favorevole di relatore e del governo ed è stata riformulata rispetto al testo originario. La Camera ha successivamente approvato un’altra modifica presentata sempre da Forza Italia. La proposta chiede di “valutare la penetrazione sul territorio nazionale e le modalità operative delle mafie straniere e autoctone tenendo conto delle specificità di ciascuna struttura mafiosa e individuare, se necessario, specifiche misure legislative e operative di contrasto”.

Poco prima in Aula i gruppi si sono a lungo confrontati su un emendamento a prima firma del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che chiedeva di occuparsi “della mafia, ma con particolare attenzione alle mafie che si conoscono meno come quella nigeriana e cinese“. La proposta di modifica è stata bocciata: la relatrice della proposta di legge Dalila Nesci del M5s ha detto che “nessuno vuole negare l’esistenza né della mafia né del ruolo delle mafie straniere, ma come questo sia un tema su cui le forze politiche si sono già confrontate in commissione e su cui hanno trovato una soluzione considerata soddisfacente, se non addirittura migliore rispetto a quella proposta da FdI.

“Questo pomeriggio la Camera dei deputati ha approvato la legge che istituisce per questa legislatura la commissione Antimafia, con 518 voti a favore e nessuno contrario. Adesso toccherà al Senato dare il via libera definitivo, così da far partire prima possibile la commissione”, ha scritto su facebook il presidente di Montecitorio Roberto Fico.”È un momento importante, per dare un segnale di come la politica e le istituzioni debbano essere impegnate sempre nella lotta alla criminalità organizzata – continua la terza carica dello Stato – . Un’altra parte di questa battaglia è invece culturale: contro i compromessi, le clientele e gli atteggiamenti omertosi. Ognuno di noi deve fare la propria parte, ogni giorno, contro le mafie”.