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Dl Dignità, Tria e Di Maio: ‘Stime Inps discutibili, cerchiamo manina’. Boeri: ‘Negazionismo economico’. Salvini: ‘Dimissioni’

Scontro tra il governo e l'istituto di previdenza sulle cifre contenute nella relazione tecnica allegata al decreto: il primo effetto della riforma sarebbero ottomila contratti a tempo determinato in meno ogni anno. Ieri il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro aveva evocato il complotto su quel numero "apparso" la notte prima dell'invio della norma al Quirinale. Oggi il comunicato congiunto con il ministro dell'Economia

Il ministro dello Sviluppo Economico nega di aver mai sollevato sospetti sulla Ragioneria generale e sul ministero dell’Economia. Quest’ultimo, invece, si concentra sull’Inps, autore di stime che definisce “”prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili“. E scontro tra il governo e l’istituto di previdenza guidato da Tito Boeri, che replica all’esecutivo accusando i due ministri di “negazionismo economico“.

Di Maio: “Cerchiamo la manina” – L’oggetto del contendere è ancora una volta è la cifra contenuta nella relazione tecnica allegata al Decreto Dignità: il primo effetto della riforma sarebbero ottomila contratti a tempo determinato in meno ogni anno. Un numero che aveva scatenato l’ira di Luigi Di Maio, per il quale quel numero non aveva “alcuna validità“, ed era “apparso” la notte prima che il decreto venisse inviato per la firma al Quirinale. “Non è un numero messo dai miei ministeri o da altri ministri della Repubblica. La verità è che questo decreto ha contro lobby di tutti i tipi”, ha detto il vicepremier in un video postato sulla sua pagina facebook.

Tria: “Stime Inps prive di dati scientifici” – Oggi quindi ecco il comunicato congiunto con Giovanni Tria per spiegare che il vicepremier “non ha mai accusato né il ministero dell’Economia e delle Finanze né la Ragioneria Generale dello Stato di alcun intervento nella predisposizione della relazione tecnica al dl dignità. Certamente, però, bisogna capire da dove provenga quella ‘manina‘ che, si ribadisce, non va ricercata nell’ambito del Mef“. Dove cercare dunque gli eventuali sabotatori del dl Dignità? Di Maio e Tria non lo dicono ma il ministro dell’Economia si sofferma su quel dato, quegli ottomila posti di lavoro a tempo determinato: una stima di fonte Inps che il titolare di via XX settembre ritiene siano “prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili“.

Boeri: “Negazionismo economico” – Ovvio dunque che al comunicato congiunto di Tria e Di Maio arrivi a stretto giro la replica di chi l’Inps lo guida, e cioè Tito Boeri. “Le dichiarazioni dei ministri Tria e Di Maio rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e dell’opinione pubblica. Nel mirino l’Inps, reo di avere trasmesso una relazione ‘priva di basi scientifiche’ e, di fatto, anche la Ragioneria Generale dello Stato che ha bollinato una relazione tecnica che riprende in toto le stime dell’Inps. Quanto al merito, siamo ai limiti del negazionismo economico”, dice il presidente dell’istituto di previdenza

Salvini: “Se Boeri non è d’accordo si dimetta” – Tirato in ballo anche da Matteo Salvini. “Il presidente dell’Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni, che questo decreto crea disoccupazione. In un mondo normale se non sei d’accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo e tu rappresenti politicamente, perché il presidente dell’Inps fa politica, un altro modo di vedere il futuro, ti dimetti“, dice da Mosca il ministro dell’Interno che già nei giorni scorsi si era già scagliato contro il numero uno dell’Inps. “Se non sei d’accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo, ti dimetti. Così non è e va beh, noi siamo al governo e mi dispiace per chi ha perso le elezioni”, aggiungeprima di rispondere a una domanda sulla relazione tecnica al Dl Dignità che per Di Maio sarebbe stata manomessa: “Non so se qualcuno dalla sera alla mattina ha tolto dei numeri, aggiunto dei numeri. So che è un decreto che mira a creare nuovi posti di lavoro e so per certo che ci sono alcuni organismi, penso all’Inps, con cui non ho da fare polemiche personali perché non mi interessano, che però hanno una visione della realtà che è assolutamente lontana da quella degli italiani, da quella del mondo del lavoro, del mondo delle pensioni”.

Boeri a Salvini: “I dati non si fanno intimidire” – “Consapevoli dell’incertezza che circonda le stime svolgeremo, come sempre, il monitoraggio attento, che peraltro la legge ci richiede. Ma sin d’ora, di fronte a questi nuovi attacchi – e a quelli ulteriori del ministro Salvini – non posso che ribadire che i dati non si fanno intimidire”, è la replica di Boeri al leader della Lega. Il presidente dell’Inps commenta poi le misure previste dal dl Dignità. “Il provvedimento comporta un innalzamento del costo del lavoro per i contratti a tempo determinato e un aumento dei costi in caso di interruzione del rapporto di lavoro per i contratti a tempo indeterminato. In presenza di un inasprimento del costo del lavoro complessivo, l’evidenza empirica e la teoria economica prevedono unanimemente un impatto negativo sulla domanda di lavoro. In un’economia con disoccupazione elevata, questo significa riduzione dell’occupazione”, sostiene Boeri in una  nota.”È difficile stabilire l’entità di questo impatto, ma il suo segno negativo è fuori discussione- aggiunge – La stima dell’Inps è relativamente ottimistica. Prevede che il 10% dei contratti a tempo determinato che arrivano a 24 mesi di durata non vengano trasformati in altri contratti, ma diano luogo a flussi verso la disoccupazione riassorbiti al termine della durata della Naspi. Non si contemplano aggravi occupazionali legati alle causali. In termini assoluti l’effetto è trascurabile: si tratta dello 0,05% dell’occupazione alle dipendenze in Italia. Da notare che l’effetto, contrariamente a quanto riportato da alcuni quotidiani, non è cumulativo. In altre parole il numero totale non eccede mai le 8.000 unità in ogni anno di orizzonte delle stime”.

 

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