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Bersani: “Centrosinistra? Non si può stare sempre in cattedra, se no questa destra ce la teniamo per un bel po’”

“Non amo dire ‘ve l’avevo detto’. Mi basta che si sappia che sono più arrabbiato che stupito di quello che sta succedendo”. Sono le parole del deputato di Liberi e Uguali, Pier Luigi Bersani, ospite di Omnibus (La7). “Il punto che abbiamo di fronte come centrosinistra” – spiega – “è questo: la saldatura tra un disagio sociale conclamato e il tema dell’immigrazione. I due fenomeni si sono agganciati. Perché non sono rimasto a combattere all’interno del Pd? Perché non c’era possibilità di discutere. Ora apprendo che Martina vuole aprire un dialogo con me. Ma, figuriamoci, quanti anni sono che io parlo con Martina? E’ importante che si riapra il concetto di dibattito. Ma il problema non è convincere me a un dialogo. Io do un giudizio tecnico”. E aggiunge: “Tu devi rivolgerti alle milionate di persone che non hanno votato centrosinistra e chiederti: son tutti scemi o abbiamo sbagliato qualcosa? E se è stato sbagliato qualcosa, che cosa precisamente? Solo così si può ripartire. E la discussione deve riguardare tutti quanti, centrosinistra, sinistra, quella ambientalista, quella radicale, quella moderata, quella cattolica, quella laica, eccetera. Però questo, che è necessario, presuppone l’elaborazione del lutto, come avviene dopo le sconfitte. E invece” – continua – “sto assistendo in queste settimane di prima opposizione a un centrosinistra che sta sempre in cattedra a spiegare agli ignoranti qual è la cosa giusta e a rivendicare punto per punto tutto quello che si è fatto e che gli italiani hanno smentito, noi questa destra qui ce la teniamo per un bel po’. Ve lo dico io. Aspettare che falliscano è demenziale. Possono anche fallire, ma se falliscono, senza che ci sia un’alternativa positiva, si crea un vuoto d’aria. I vuoti d’aria vengono riempiti dal vento che tira. E nel mondo tira quel vento lì. Possiamo trovarci anche peggio se non ci diamo una mossa”. L’ex segretario del Pd puntualizza: “Passi indietro? Sì. Ma cosa vuol dire ‘passi indietro’? Significa realizzare che è successo qualcosa, perbacco. Chi è stato nella fase precedente, che sia vecchio o giovane, deve mettere a disposizione i suoi ruoli. Poi aiuterà a spingere il carro, ma non a tirarlo. Ci vuole qualcosa di nuovo. Esistono anche i passi in avanti. Qui esiste un mondo di centrosinistra nella cultura, nella università, nelle professioni che è troppo opportunista e nicodemista. Va a cercare Gesù di notte. E’ ora di dire: ragazzi, adesso qui organizziamo qualcosa. Perché quello che oggi è dentro la politica di centrosinistra non basta”