Cronaca

Taser, al via sperimentazione per le Forze dell’ordine. Salvini: “È un deterrente”

Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Guardia di finanza avranno a disposizione la pistola elettrica a Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi. Al termine di un iter partito nel 2014, il decreto è stato firmato mercoledì del ministero dell'Interno

In 11 città italiane le forze dell’ordine avranno a disposizione anche la pistola elettrica, il Taser. Al termine di un iter partito nel 2014, è stato firmato mercoledì il decreto che dà il via alla sperimentazione dell’arma. Solo trenta dispositivi da acquistare, per ora, affidati a Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Guardia di finanza. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini parla di “un’importante deterrente” che sarà a disposizione di chi si trova a pattugliare le strade e “può trovarsi in situazioni border line“.

Si partirà inizialmente da Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi. La fase sperimentale seguirà un disciplinare che un apposito gruppo interforze sta mettendo a punto e sulla base del quale saranno formati le donne e gli uomini delle forze dell’ordine coinvolti nella prima fase di utilizzo. “Il Taser – ha detto Salvini – è un’arma di dissuasione non letale ed il suo utilizzo è un importante deterrente soprattutto per gli operatori della sicurezza che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni border line laddove una misura di deterrenza può risultare più efficace e soprattutto può ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti. Credo che la pistola elettrica – ha aggiunto – sia un valido supporto, come dimostra l’esperienza di molti Paesi“.

Che cos’è il Taser – Le linee guida emesse dal Dipartimento della Pubblica sicurezza definiscono il Taser “un’arma propria”, che fa uso di impulsi elettrici per inibire i movimenti del soggetto colpito. La distanza consigliabile per un tiro efficace è dai tre ai sette metri. Il Taser “va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto”. Se il tentativo fallisce si spara il colpo, ma occorre “considerare per quanto possibile il contesto dell’intervento ed i rischi associati con la caduta della persona”. Bisogna inoltre tener conto della “visibile condizione di vulnerabilità” del soggetto – ad esempio una donna incinta – e fare attenzione all’ambiente circostante per il rischio di incendi, esplosioni, scosse elettriche.

Il Taser, informa il Viminale, è in dotazione alle forze di polizia di circa 107 paesi, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e in Europa in Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito. Dopo il caso di un 21enne ucciso in casa a Genova durante un Tso – un agente ha sparato almeno 5 colpi – era stato lo stesso capo della Polizia Franco Gabrielli ad annunciare che “presto i poliziotti avranno in dotazione i Taser per agire in ulteriori condizioni di sicurezza”.