Diritti

Transessuali, il progetto che li tutela nelle università e segnala quali offrono la Carriera Alias: “Sono meno della metà”

Il sito internet Universitrans ha realizzato una mappatura digitale degli atenei italiani che offrono la possibilità di avere "un profilo burocratico temporaneo che sostituisca il nome indicato all’anagrafe", come spiega la project manager Caruso

Tutela della privacy e sostegno informativo a livello burocratico-amministrativo per le studentesse e gli studenti transessuali. Si chiama Universitrans ed è il primo progetto in Italia che ha come obiettivo il sostegno alle persone trans in tutti gli atenei pubblici. Un’iniziativa gratuita per informare e sensibilizzare, oltre che difendere i diritti degli universitari trans: un sito internet creato ad hoc che contiene un servizio di mappatura digitale degli atenei che offrono la Carriera Alias, cioè l’assegnazione di un’identità provvisoria, transitoria e non consolidabile. “Un inedito strumento che consente a chiunque ne abbia bisogno, di venire a conoscenza delle tutele che ciascun ateneo italiano adotta (o non adotta) nei confronti delle persone trans e che sopperisce a una lacuna giuridica che perdura da 30 anni, sostenendo studenti e studentesse nei loro percorsi di inclusione e partecipazione alle attività negli atenei”, spiega al Fattoquotidiano.it Antonia Caruso, project manager e responsabile comunicazione di Universitrans.

Il progetto si rivolge in particolare, afferma Caruso, a “tutte quelle persone che, durante la carriera universitaria, stanno intraprendendo o hanno già intrapreso un percorso di transizione di genere e che, in attesa della rettifica anagrafica, necessitano di un profilo burocratico temporaneo che sostituisca il nome indicato all’anagrafe con quello di elezione prevedendo il rilascio contemporaneamente di un indirizzo e-email e di un nuovo badge”. Universitrans ha un sito web online (www.universitrans.it) dall’11 giugno progettata da Tullia Russo, Beatrice Starace e Caruso.

“Ad oggi sono meno della metà le università italiane che consentono di accedere allo strumento della Carriera Alias, con un evidente divario regionale che privilegia il nord”, dice Caruso. “Una delle maggiori difficoltà è stato il lavoro di mappatura, iniziato nel mese di ottobre 2017, di tutte le 68 università pubbliche italiane per vedere quali servizi erano offerti”, spiega la project manager. “Nessun caso di chiusura o indisponibilità alla collaborazione – aggiunge Caruso – ma alcuni degli atenei non sapevano neanche come funzionasse e cosa fosse la Carriera Alias, quindi abbiamo dovuto partire da zero”. In Italia, spiegano le ideatrici di Universitrans, la legge 164/1982 ha obbligato alla riassegnazione chirurgica del sesso (Rcs) chiunque intenda richiedere la modifica dei propri dati anagrafici ma qualcosa è cambiato nel 2015, quando con le sentenze della Corte di Cassazionee della Corte Costituzionale, i tribunali italiani hanno iniziato a concedere la rettificazione di sesso anagrafico anche senza Rcs.

“Nonostante questo – precisa Caruso– il tempo che intercorre tra la richiesta di modifica dei dati anagrafici ed il raggiungimento di tale istanza va da uno a tre anni. Questo tempo può risultare sufficientemente lungo da inibire la decisione di una o un giovane di iscriversi all’università e/o di continuare gli studi”. Ed è in questo contesto che si inserisce il progetto Universitrans, divenendo il primo studio analitico sulla discriminazione delle persone trans negli atenei ma anche lo strumento digitale per permettere a tutti gli interessati di conoscere il panorama nazionale relativo alle facoltà e alle rispettive tutele adottate, in modo da poter scegliere l’ateneo dove iscriversi o lavorare in relazione alle proprie esigenze.

“Il fine ultimo di Universitrans – conclude Caruso – è quello di individuare una best practice attraverso analisi delle problematiche burocratiche e amministrative tramite la somministrazione di questionari o lo svolgimento di interviste. Vogliamo realizzare un protocollo nazionale, concordandolo anche e soprattutto con le associazioni studentesche Lgbtqi e le organizzazioni trans, che possa essere adottato da tutti gli atenei pubblici italiani”.

La ricerca digitale e mappatura degli atenei ha beneficiato della collaborazione dei Comitati unici di garanzia (Cug), delle quasi 70 università con le quali sono entrate in contatto, del sostegno dell’Osservatorio nazionale sull’identità di genere (Onig), oltre che del Movimento identità trans, della Conferenza nazionale degli organismi di parità delle Università italiane, del Consiglio universitario nazionale e ha ricevuto anche il patrocinio del Comune di Bologna. Ma non c’è solo difesa dei diritti delle studentesse e degli studenti trans. Le carriere Alias si estendono anche al personale docente, tecnico-amministrativo e ATA.