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M5s, Travaglio: “Rai? Spero che non caschino nella tentazione di tutti i politici quando vanno al governo”

“Il rapporto tra M5s e giornalisti è stato sempre tempestoso? Veramente al momento non hanno epurato nessuno dalla Rai, diversamente dai suoi e da Renzi, che hanno fatto cacciare Giannini, la Gabanelli, Giletti e altri. C’è anche Berlusconi, che ne ha fatti cacciare un discreto numero”. Sono le parole pronunciate a Otto e Mezzo (La7) dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che spiega: “Spero che i 5 Stelle non caschino anche loro nella tentazione che hanno tutti i politici, quando vanno al governo. Dovrebbero sempre ricordarsi di una frase che dice sempre Benigni: nelle democrazie sono i giornalisti che parlano dei politici e non i politici che parlano dei giornalisti. Se i politici si sentono diffamati, ci querelino. Se ritengono che siamo scorretti, ci denuncino all’ordine. Se ritengono di essere stati danneggiati, ci facciano causa civile. Ma la smettano di parlare dei giornalisti di additarli continuamente nei loro discorsi, nelle loro Leopolde, nelle loro convention, nei loro comizi. Il primo banco di prova” – continua – “da questo punto di vista, sarà la Rai. Tra le tante cose buone che ho letto nel contratto, le stesse secondo cui l’Istituto Cattaneo corrispondono a un programma di centro, c’è scritto: fuori i partiti dalla Rai. Io lo sento dire da quando sono piccolo e spero che lo facciano. Se invece ricominceranno anche loro a nominare direttamente i direttori di rete e i direttori di tg, dimostreranno di essere come tutti gli altri e daranno quindi una bella picconata a quello che chiamano “governo del cambiamento”. Dovrebbero sbaraccare la legge Gasparri e la legge Renzi che hanno peggiorato la Rai”. Poi aggiunge: “Io direttore del Tg1? Ma quando mai? Sto benissimo al Fatto Quotidiano. Quando sono uscite le prime panzane a riguardo, ho scritto che avrei accettato la direzione del Tg1 solo per 24 ore con pieni poteri di licenziamento dei raccomandati. E dopo 24 ore, avrei rinunciato, perché non potrei accettare di essere nominato da governi o da politici, e avrei lasciato come ultima volontà la nomina del mio successore, e cioè Milena Gabanelli“.