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Bicentenario nascita Marx, polemiche per la presenza di Juncker alle celebrazioni e la statua di 5,5 metri donata dalla Cina

Alle manifestazioni in calendario a Treviri, città natale del filosofo, parteciperà anche il presidente della Commissione Ue. Il direttore della Fondazione per le vittime del comunismo: "L'applicazione delle sue teorie ha generato oltre cento milioni di morti". Un'associazione culturale chiede poi di non inaugurare la statua fino alla liberazione della poetessa Liu Xia, vedova di Liu Xiaobo. In compenso Il Capitale vende come non succedeva da tempo

Anniversario tra le polemiche. Il 5 maggio si celebrano i 200 anni dalla nascita di Karl Marx e a Treviri, la città natale, le celebrazioni sono già iniziate. Come le polemiche, che a dire il vero vanno avanti da mesi. Fa discutere la presenza del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che dovrebbe anche togliere il velo alla statua alta 5,5 metri del filosofo tedesco autore de Il Capitale e teorico del socialismo scientifico donata alla Germania dalla Repubblica popolare cinese.

La partecipazione di Juncker è stata aspramente criticata già a febbraio da Marion Smith, direttore della Fondazione in memoria delle vittime del comunismo, che ha ricordato: “La filosofia di Karl Marx, una volta applicata, ha generato sofferenze tra le peggiori nella storia dell’umanità. Gli Stati marxisti, quali l’Unione Sovietica o la Cina comunista, sono direttamente responsabili di oltre cento milioni di morti, risultato della loro volontà delirante di mettere in pratica le idee utopiche di Marx”.

Per quanto riguarda la statua arrivata dalla Cina, agli scontri nel consiglio comunale della città tedesca sull’opportunità di ospitarla si è aggiunto un altro problema. Il presidente del circolo di scrittori Pen Ralf Nestmeyer ha inviato una lettera al sindaco di Treviri, Wolfram Leibe, chiedendo di spostare la data di inaugurazione finché “la nostra socia onoraria, la poetessa Liu Xia” la vedova del dissidente Liu Xiaobo, “non sarà liberata dagli arresti domiciliari e non avrà la possibilità di viaggiare”. “Sono sicuro che anche Marx sarebbe stato d’accordo”, ha aggiunto Nestmeyer, dal momento che la libertà di stampa era considerata dal filosofo tedesco un principio irrinunciabile.

In compenso va detto che il successo editoriale del filosofo tedesco dilaga come non succedeva da tempo. La casa editrice berlinese de Il Capitale, la Karl Diets Verlag, ha reso noto di aver aumentato le vendite di Marx come mai prima d’ora, in particolar modo nell’ultimo trimestre del 2018: “Quest’anno ci aspettiamo, sulla base di questi primi mesi, una nuova crescita di oltre 3000 copie, che è un numero enorme per un’opera storica di questo tipo”, ha detto Sabine Nuss.

A Treviri sono poi in calendario molte manifestazioni e iniziative organizzate. Dal 5 maggio saranno aperte ai visitatori tre grandi mostre: due musei situati nel centro della città ospiteranno la mostra ‘Karl Marx (1818-1883) Vita Opera Influenza fino ai nostri giorni’ allestita dalle autorità del Land Renania-Palatinato e che include oltre 400 opere provenienti da una decina di stati tedeschi. Altre due mostre collegate tra loro saranno ospitate nel museo della Cattedrale e nella Casa di Karl Marx. Che pochi giorni fa il presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, ha ricordato come “un grande pensatore tedesco” per il quale “era in gioco il superamento della miseria di massa, la liberazione dalla povertà e dal paternalismo, dal pugno di ferro dello Stato autoritario”. Le sue opere sono pervase di “appassionato spirito umanistico”, ha continuato il presidente tedesco. “Noi tedeschi non dobbiamo né metterlo sul piedistallo, né bandirlo dalla nostra storia. Non dovremmo temerlo, né costruirgli statue d’oro”.