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M5s, Pizzarotti: “Di Maio e Di Battista? Rappresentano strategia comunicativa voluta. Il movimento non esiste più”

Duro attacco sferrato a Omnibus (La7) contro il M5S dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, attualmente presidente della nuova forza politica “Italia in Comune”. L’ex pentastellato sottolinea che il neo-partito dei sindaci non vuole essere etichettato come di destra o di sinistra. E spiega: “E’ sicuramente vero che lo dice anche il M5S, che, però, non si è mai connotato, non ha mai precisato delle linee chiare in termini di valori e di etica, si è mascherato dietro le frasi “onestà” o “gli altri sono brutti e cattivi” e quindi “non siamo né di destra né di sinistra”. La sinistra, invece, è diventata una macchietta, parlando solo dell’art.18 e la destra ha portato avanti soltanto la flat tax. Il nostro partito invece mette al centro una carta dei valori che parla di europeismo, di meritocrazia, di integrazione e di inclusione degli immigrati”. E rincara: “Il M5S non esiste più da almeno 2-3 anni, cioè da quando Di Maio ha preso assolutamente il potere. Sono cambiate regole e programmi, perché per 2 anni l’ex M5S ha votato online dei punti che poi nei 10 punti portati da Di Maio sono praticamente scomparsi. Potremmo chiamare il movimento ‘partito di Di Maio’. Peraltro ci sono delle frizioni interne ben tenute sopite nel movimento. E infatti, se ci fate caso, non parla più nessuno, a parte Di Maio”. Pizzarotti poi si sofferma su Alessandro Di Battista: “Lui e Di Maio sono una favolosa strategia comunicativa: Di Maio è quello posato, sempre in giacca e cravatta, solito ad andare su palchi ben organizzati con dietro il manifesto e il logo; Di Battista è invece il Che Guevara del M5S, quello che fai arrivare in scooter sotto l’acqua, quello che arringa la folla da solo su un palco. Mi meraviglio che nessuno si accorga che la dicotomia Di Maio-Di Battista è assolutamente voluta”. Il sindaco di Parma chiosa: “Sui territori il M5S non esiste più. I vari capibastone parlano solo coi più fedeli. E questo è un problema. Basti vedere quanti esponenti M5S si stanno presentando alle elezioni comunali: sono pochissimi. Non si trovano più persone che vogliono fare il lavoro difficile nei Comuni, ma solo gente che vuole andare in Parlamento. Se il M5S va avanti così, ben presto avrà risultati molto negativi sui territori”