Politica

Consultazioni governo- il calendario. Ecco cosa diranno i partiti al Colle. Mattarella “portavoce esigenze dei cittadini”

Il capo dello Stato riceverà tutti in due giorni (4 e 5 aprile). La prima sarà la presidente del Senato Casellati, poi Fico e Napolitano. Dal pomeriggio di mercoledì i gruppi parlamentari, a partire dalle Autonomie, per passare dai gruppi misti e finire con i partiti più rappresentati: Pd, i tre del centrodestra e Cinquestelle

A un mese esatto dalle elezioni politiche del 4 marzo il Quirinale inizierà le consultazioni dei gruppi parlamentari e dei partiti in vista della formazione di una maggioranza. La situazione è di stallo. Da quanto raccontano i giornali in questo primo giro di consultazioni il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si limiterà ad ascoltare le posizioni delle forze politiche, senza soluzioni precostituite e in attesa di un secondo giro anche per spingere a ulteriore dialogo i partiti (dialogo che per dire il vero finora non c’è stato proprio). L’Ansa riporta il pensiero “ufficioso” del capo dello Stato che – è il ragionamento – durante le consultazioni si fa “portavoce delle esigenze dei cittadini” e in questo senso chiede alle forze politiche proposte, indicazioni e programmi per dare al Paese un governo all’altezza della situazione.

E’ verosimile quindi che il capo dello Stato non dia incarichi né al primo né al secondo giro di consultazioni, salvo sorprese, in attesa che siano i gruppi in Parlamento a “scongelare” i loro voti. Le consultazioni avranno il via domani alle 10,30 con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e si concluderanno giovedì nel tardo pomeriggio con la visita del Movimento Cinque Stelle, ultimo a salire al Quirinale in quanto primo gruppo parlamentare. Tutti gli incontri si terranno nella Loggia d’onore vicino al Bronzino e allo studio del presidente.

Le crisi di governo più lunghe sono seguite al governo Dini (1996, 127 giorni), all’Andreotti V (1979, 126), all’Andreotti I (1972, 121) e al Prodi II (2008, 104 giorni). In tutti e quattro i casi le crisi in questione hanno portato allo scioglimento anticipato delle Camere e alla fine della legislatura. Viceversa quella che ha portato all’insediamento del governo Monti è stata una delle più brevi crisi di governo della storia recente: si è risolta in tre giorni e con un solo giorno di consultazioni al Quirinale, tenutesi il 13 novembre 2011. Un solo giorno di consultazioni è servito anche per la nascita del governo Prodi II (2006).

Tra le consultazioni più lunghe vanno ricordate quelle che hanno portato alla formazione del governo Letta, il primo della scorsa legislatura dopo il voto che ha visto approdare per la prima volta in Parlamento il Movimento Cinque Stelle. Il presidente Giorgio Napolitano ricevette le delegazioni delle forze politiche dal 20 al 30 marzo 2013. Dopo il fallimento dell’incarico esplorativo di Pierluigi Bersani, tutto si fermò per far lavorare la commissione di “Saggi” istituita dal capo dello Stato; le consultazioni ripresero il 23 aprile, con Enrico Letta che il giorno successivo sciolse la riserva e formò il suo governo, 61 giorni dopo il voto.

Ecco l’agenda delle consultazioni e cosa diranno – in sintesi – i vari gruppi.

Mercoledì 4 aprile

Ore 10,30 – La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Ore 11,30 – Il presidente della Camera Roberto Fico.

Ore 12,30 – Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ore 16Gruppo per le Autonomie (Südtiroler Volkspartei, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Union Valdôtaine) del Senato. Sarà guidato dalla capogruppo Juliane Unterberger. La linea: “Non voteremo nessuna fiducia a una maggioranza M5s-Lega – ha detto la senatrice Svp – Ma non siamo un partito da opposizione rigida. Possiamo considerare un appoggio, volta per volta, su singole questioni: su questo direi che non abbiamo preclusioni”.

Ore 16,45Gruppo misto del Senato (Liberi e Uguali, ex M5s, Psi, più i senatori a vita Monti e Segre). Sarà guidato dalla capogruppo Loredana De Petris (Leu), ma è probabile che saranno rappresentati anche gli altri gruppuscoli, soprattutto quelli di centrosinistra come Riccardo Nencini (che è vicecapogruppo). Per Liberi e Uguali la linea è di dialogo con il M5s, per il Psi è più vicina a quella del Pd: ascolto e disponibilità nei confronti del Quirinale.

Ore 17,30Gruppo misto della Camera (Liberi e Uguali, Svp-Patt, ex M5s, Noi con l’Italia, Civica Popolare, Insieme, PiùEuropa). Sarà guidato dal capogruppo Federico Fornaro (Leu), ma anche in questo caso è molto probabile che ci siano altri rappresentanti. Le linee dei vari gruppuscoli sono molto diverse tra loro. Per dire le più esemplificative: Liberi e Uguali sono per un dialogo con il M5s, Noi con l’Italia è pronta a governi di centrodestra o di larghe intese.

Ore 18,30Fratelli d’Italia. La delegazione sarà composta dai capigruppo di Camera e Senato Fabio Rampelli e Stefano Bertacco e dalla presidente del partito Giorgia Meloni. La linea è chiedere che l’incarico venga conferito a un esponente del centrodestra e indicare in particolare il nome di Matteo Salvini, in accordo con gli accordi secondo i quali il presidente incaricato del centrodestra sarebbe dovuto essere il leader del primo partito della coalizione. No a governi “istituzionali” o di “larghe intese”.

Giovedì 5 aprile

Ore 10Partito Democratico. La delegazione sarà composta dai capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci, dal reggente Maurizio Martina e dal presidente del partito Matteo Orfini. La linea deve tenere conto delle diverse posizioni all’interno del partito. Ad ogni modo, come hanno detto tutti coloro che parteciperanno alle consultazioni al Colle, si spiegherà che il Pd resterà all’opposizione del governo che si formerà. Tuttavia resta la disponibilità a un ascolto alle indicazioni del capo dello Stato. Com’è noto, Renzi e i suoi spingono per l’Aventino nonostante tutto, mentre Franceschini, Orlando, Emiliano spingono per un confronto in particolare con il M5s. Si può dire che il sì arriverebbe solo per governi “istituzionali” o “del presidente”.

Ore 11Forza Italia. La delegazione sarà composta dal leader del partito Silvio Berlusconi e dai capigruppo di Camera e Senato Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini. E’ l’unico gruppo di centrodestra che rivendica autonomia rispetto alla coalizione. A Mattarella verrà detto che l’incarico deve andare a un esponente del centrodestra. La linea è quindi doppia: dare un governo al Paese (perché di ritorno alle urne Fi non sembra avere alcuna voglia) e tenere unita la coalizione. Forza Italia rivendica “dignità” all’interno della coalizione. E’ di oggi la dichiarazione di Antonio Tajani: “Non faremo scegliere i nostri ministri ad altri”. Il riferimento pare destinato a un eventuale collaborazione con il M5s e al caso Romani. Disponibile a governi “istituzionali”

Ore 12Lega. La delegazione sarà composta dal segretario federale Matteo Salvini e dai capigruppo di Camera e Senato Giancarlo Giorgetti e Gianmarco Centinaio. E’ il gruppo di centrodestra che sembra più impegnato a formare un governo anche in collaborazione con i Cinquestelle, soprattutto su alcuni temi come (per esempio) la legge Fornero. A differenza di Luigi Di Maio, Salvini (che ha lanciato più di un segnale verso il M5s) ha più volte detto di essere disposto a lasciare il “posto” da presidente incaricato se dovesse servire a far stringere un’intesa, sempre a partire dal programma del centrodestra. Tutto questo sarà fatto presente al Quirinale. Insieme al no a governi “istituzionali”, “di scopo”, “del presidente”.

Ore 16,30Movimento Cinque Stelle. La delegazione sarà composta dal capo politico Luigi Di Maio e dai capigruppo di Camera e Senato Giulia Grillo e Danilo Toninelli. Al presidente della Repubblica sarà ribadito che nessuna maggioranza è possibile senza passare dal Movimento, di gran lunga la prima forza politica dopo le elezioni del 4 marzo. La linea è sempre quella delle ultime settimane: confronto con tutti ma a partire dal programma M5s. Finora è apparso ineludibile anche che il presidente di un governo possibile dovrebbe essere Di Maio, anche se secondo alcuni giornali il suo nome non verrà fatto al primo giro di consultazioni per evitare di “bruciarlo“. Il M5s si è sempre detto contrario a governi di larghe intese, con tutti dentro, contro “inciuci” e “ammucchiate”. Ma la linea istituzionale degli ultimi tempi potrebbe dare segnali diversi in caso di necessità, di indicazioni e di “collaborazione” con il Quirinale.