Cronaca

Fontana di Trevi, le monetine lanciate dai turisti per ora resteranno a disposizione della Caritas di Roma

La contesa non è di poco conto, poiché i visitatori dell’opera di Nicola Salvi depositano ogni anno sul fondo della vasca la bellezza di 1 milione di euro che sono di proprietà del Comune di Roma. Ma la Ragioneria generale pone il problema della contabilizzazione di questi soldi che comunque vengono destinati in beneficenza

Le monetine lanciate dai turisti nella Fontana di Trevi resteranno a disposizione della Caritas Diocesana di Roma. Almeno per altri 6 mesi. Fra oggi e domani la Giunta capitolina approverà una nuova memoria, proposta dall’assessore ai Servizi Sociali, Laura Baldassarre, che prorogherà al 31 ottobre la scadenza dell’accordo con l’organismo della Cei. Si sposta così un problema che si era già posto nell’ottobre scorso e che fu affrontato nella stessa, identica, maniera.

La contesa non è di poco conto, poiché i visitatori dell’opera di Nicola Salvi depositano ogni anno sul fondo della vasca la bellezza di 1 milione di euro. Dal 2001, una convenzione fra il Comune di Roma e la Cei assegna la cifra complessiva alla Caritas per le sue attività. Con la delibera 140 del 27 aprile 2011, tuttavia, la Giunta Alemanno fu costretta a riaffermare che le monetine erano proprietà del Comune di Roma, non per sfavorire l’organismo ecclesiastico – cui fu rinnovata la convenzione – bensì per poter perseguire attraverso la Polizia Locale chiunque si calasse in acqua per rubare i “desideri” dei visitatori custoditi dalla fontana. Nel 2014, tuttavia, la Ragioneria generale pone il problema della contabilizzazione di questi soldi: se sono di proprietà del Campidoglio, devono prima entrare nel bilancio capitolino e poi, semmai, versate alla Caritas. Ma con quale strumento? Un rebus tutto burocratico al quale, dopo 4 anni, i tecnici non sono ancora venuti a capo. Così, la convenzione è stata prima prorogata nell’aprile del 2015 per 2 anni, e poi per 6 mesi nell’aprile del 2017 e nell’ottobre 2017.

Il vicesindaco Luca Bergamo e l’assessora Baldassarre, infatti, hanno mostrato più volte la volontà di rientrare in possesso di quel milione di euro, ma la concorrenza della Caritas non è semplice da arginare. Anzi. A quanto si è potuto apprendere, la nuova memoria – come quella di 6 mesi fa, d’altronde – contempla la costituzione di un gruppo di lavoro che “si occupi di definire, anche sotto il profilo giuridico, gli aspetti tecnico-contabili e operativi connessi al recupero delle monete rinvenute”. L’obiettivo sarebbe quello di investire il milione in progetti condivisi, magari per l’accoglienza dei tanti senza-tetto e profili problematici che animano gli angoli del Centro Storico di Roma. Tutti temi che dovranno essere affrontati nelle prossime 24 settimane.