Cronaca

Gelataia vs Salvini: “Non gli ho parlato, né gli ho dato del razzista. Ho chiesto a collega di sostituirmi”

“Sto leggendo che io avrei dato del razzista a Salvini. Io non gli ho proprio parlato, perché stavo servendo altre persone. Sono andata nel retro del bar e ho chiesto a una mia collega di sostituirmi, ”. Inizia così a La Zanzara (Radio24) il racconto di Nadia, la gelataia che non ha voluto servire il leader della Lega, Matteo Salvini, nella gelateria milanese Baci Sottozero. “La mia collega è andata a servire Salvini” – continua – “e io ho continuato con gli altri clienti. La titolare della gelateria cinque minuti dopo mi ha richiamato nel retro della gelateria e mi ha detto di aver ricevuto una bruttissima telefonata di Salvini. E ha aggiunto: “Chiunque entri qui, che sia Mussolini o Salvini o un nero, va servito. Salvini sarà il prossimo premier incaricato, non sai che danno ci hai fatto”. Io non ho proprio parlato con Salvini, non ho proprio aperto bocca. Non sono una persona stupida a tal punto da mettermi in queste situazioni, passando anche per maleducata. Non volevo servirlo assolutamente, perché, secondo me, semina odio tra gli italiani, l’ho sempre pensato. Non lo considero un razzista, ma una persona che semina odio. Del resto, è una cosa nota”. Nadia precisa: “Salvini ha smentito la telefonata alla titolare, ma lei mi ha detto che c’è stata. Non mi ha licenziata, me ne sono andata io, però lei mi ha dato tutti i presupposti per interrompere i nostri rapporti di lavoro. Mi ha inveito contro, io ho cercato di replicare, ma lei mi ha risposto: “Stai zitta, non mi interessa niente di quello che hai da dire”. Io ammetto di aver sbagliato e non lo nego. Però ho chiesto subito alla mia collega di servire Salvini. Lui, cioè, non ha aspettato”. La giovane, che aveva un contratto di lavoro di 3 mesi, di cui uno di prova, prosegue: “La titolare mi ha urlato in faccia e detto determinate cose. Cosa avrei dovuto fare? Abbassare la testa davanti a lei, dopo che mi dice di stare zitta? Stanno scrivendo che non me ne frega niente del posto di lavoro, perché ho la paghetta. Non è assolutamente vero, lavoro da quando ho 17 anni. Se fossi stata sola in quella gelateria, avrei sicuramente servito Salvini senza storcere il naso”