Sport

Olimpiadi 2026, a Torino il M5s si spacca: dissidenti disertano il consiglio comunale, Appendino non ha i numeri

Alla conta delle presenza chiesta dal capogruppo del Partito democratico Stefano Lo Russo, è emersa la mancanza del numero legale per poter discutere la mozione presentata dal Pd che impegna la sindaca a firmare la lettera. Lei lascia intendere di sentirsi sicura: “Mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, manifesteremo con una lettera al Coni l’interesse della città - ha annunciato sul Blog delle Stelle - Vogliamo dimostrare che un’idea diversa di olimpiadi esiste e siamo in grado di metterla in piedi”

Al primo atto sulle Olimpiadi invernali 2026 Torino inciampa e sorprende tutti. Oggi pomeriggio in consiglio comunale si aspettava l’intervento della sindaca Chiara Appendino per spiegare la sua intenzione di firmare la lettera per la manifestazione di interesse alla candidatura per i giochi invernali del 2026, da inviare al Cio entro il 31 marzo, ma i quattro eletti M5s contrari alle Olimpiadi – Daniela Albano, Damiano Carretto, Viviana Ferrero e Marina Pollicino – si sono assentati nonostante l’indirizzo dato da Beppe Grillo venerdì sera e le ipotesi di una manifestazione low cost e sostenibile.

Così, dalla conta delle presenza chiesta dal capogruppo del Partito democratico Stefano Lo Russo, è emersa la mancanza del numero legale per poter discutere la mozione presentata dal Pd che impegna Appendino a firmare la lettera. Il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci ha allora decretato la fine del consiglio comunale in anticipo e non ha rinviato la seduta di un’ora, come era nelle sue facoltà, segnale che nella maggioranza pentastellata c’è ancora da discutere. “Il dato politico più rilevante è che da oggi Appendino non ha più la maggioranza e per di più su uno degli argomenti più importanti per la vita della città”, ha commentato poco dopo il capogruppo Pd Lo Russo -. La città non può essere ostaggio di quattro consiglieri”. Poco dopo il presidente Versaci ha riconvocato l’assemblea degli eletti alle 19 di domani.

Appendino aveva annunciato sabato sera che oggi sarebbe stato il giorno della verità con la spiegazione dei suoi piani per le olimpiadi low-cost ed ecosostenibili, basate sul “recupero e riuso del patrimonio impiantistico, residenziale e infrastrutturale esistente”, ma anche sulla “sostenibilità sotto ogni punto di vista: ambiente, mobilità, energia, lavoro” e infine sul “controllo dell’Anac a tutela della legalità”: “Vogliamo provare a dimostrare che un’idea nuova e diversa di Olimpiade esiste”, spiegava nel post, condividendo quanto scritto poche ore prima da Alberto Sasso, candidato dal M5s alla Camera e architetto esperto di sostenibilità e recupero che ha collaborato con Virginia Raggi per il nuovo stadio di Roma.

Sembrava che, in questo modo, fosse stata trovata una soluzione per trovare il favore dei dissidenti e i mediatori tra maggioranza e opposizione erano certi di farcela. Il segretario provinciale metropolitano del Pd, Mimmo Carretta, aveva anche emendato dalla mozione di oggi la parte in cui si proponeva un’eventuale partnership con Milano: “Tuttavia durante il consiglio nessuno dalla maggioranza è venuto a chiederci un sostegno – spiega la dem Monica Canalis, una delle firmatarie dell’atto – Ci vuole unione negli intenti, come c’è stata nel 1999 quando venne avviata la candidatura per le Olimpiadi del 2006”. Tutto è rimandato quindi a domani sera. Versaci ha convocato il consiglio comunale alle 19 di martedì per un voto definitivo sulla questione.

Poi mercoledì mattina il consiglio della Città metropolitana dovrà discutere un’altra mozione Pd firmata da Canalis e dal consigliere metropolitano Mauro Carena. Appendino si sente sicura: “Mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, manifesteremo con una lettera al Coni l’interesse della città – ha annunciato nel pomeriggio di oggi sul Blog delle Stelle – In sintesi, vogliamo dimostrare che un’idea diversa di olimpiadi esiste e siamo in grado di metterla in piedi”.