Società

“Napoli, la nostra banda di 75 bambini. Così li strappiamo dal disagio sociale e da situazioni disastrate”

La ScalzaBanda è nata nel 2012 con enormi difficoltà nel quartiere Monsanto. Ed è compasto da ragazzi e bambini, immigrati e giovani musicisti del quartiere. “Qui non esistono differenze. Ed è tutto merito della musica, che rende possibile l'obiettivo dell'integrazione sociale”

Imboccate la Salita Pontecorvo, fermatevi al numero 65 e chiedete della Chiesa barocca di San Giuseppe delle Scalze: vi risponderanno con una sola parola: la Scalzabanda. È questo il nome di una vivace e variegata banda musicale nel cuore dei vicoli di Napoli, composta da ragazzi e bambini, immigrati e giovani musicisti del quartiere Montesanto. Il nome viene dalla chiesa barocca dove la ScalzaBanda si riunisce e ha la sua sede, e dal Coordinamento ‘Le Scalze’, un insieme di associazioni no-profit che si occupano di promuovere la cittadinanza attiva e l’inclusione sociale. Oggi la banda conta 75 bambini e ragazzi, dai 5 e i 18 anni, divisi in 8 classi di strumento: “In un quartiere come questo il nostro metodo è quello dell’apprendimento collettivo: i ragazzi imparano suonando insieme, stando insieme”.

Tutto è nato nel 2012, tra mille difficoltà, grazie ad un bando della Fondazione del Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia. “Una piccola cifra che ci ha consentito di fare partire il progetto – racconta Antonella Liccardo, ricercatrice presso l’Università Federico II e responsabile dell’iniziativa –. L’idea era quella di lavorare sull’integrazione sociale attraverso la pratica musicale collettiva”.

In un quartiere come questo il nostro metodo è quello dell’apprendimento collettivo: i ragazzi imparano stando insieme

Il team della ScalzaBanda è costituito da un corpo insegnante di nove musicisti professionisti (professori d’orchestra, docenti di conservatorio e di scuole medie e superiori), due direttori di banda, un arrangiatore/compositore, un insegnante di canto corale, un insegnante di ascolto guidato di musica classica, due addetti ai rapporti con le istituzioni musicali e uno staff organizzativo di sei persone.

Le lezioni si svolgono due volte a settimana: un incontro sulla tecnica strumentale e un altro dedicato alla musica d’insieme. Le otto classi di banda contano flauto traverso, clarinetto, oboe, tromba, trombone, corno, bassotuba e percussioni, più una classe di propedeutica. La presenza nel quartiere di un elevato numero di musicisti professionisti, inoltre, ha favorito il coinvolgimento di professionalità di altissimo livello.

Dal giugno 2012, dopo soli tre mesi dall’inizio del progetto, la ScalzaBanda ha iniziato a esibirsi pubblicamente. Ad oggi si contano una cinquantina di concerti in teatri, monumenti, piazze, strade e parchi, da soli o insieme ad altri artisti.

Le reclute delle nuove leve avvengono praticamente mediante un lavoro d’informazione e un coinvolgimento diretto degli abitanti del quartiere. La musica, così, riesce a strappare i bambini da situazioni “difficili e in certi casi disastrate”, aggiunge Antonella, combattendo la dispersione scolastica e l’allarmante aumento della criminalità giovanile. I quartieri in cui la banda è protagonista sono, rispettivamente, Montesanto “punto di snodo dei diversi flussi che quotidianamente attraversano le città”, e piazza Mercato, dove “si percepisce una massiccia eterogeneità di etnie e dove è fortissima la percezione di disagio sociale”, continua.

I ragazzi della ScalzaBanda spaziano dai Deep Purple e Pharrell Williams, collaborano con Vinicio Capossela e Stefano Benni

I ragazzi della ScalzaBanda spaziano tra vari generi: suonano i Deep Purple e Pharrell Williams, collaborano con Vinicio Capossela e Stefano Benni. Negli anni si contano numerosi gemellaggi con alcune Brass Band parigine (Les Meteores, ad esempio, che vengono a trovarli a Napoli ogni anno) con l’orchestra sud-americana dei Grillitos Sinfonicos, dalla regione de Las Misiones, in Argentina e con una serie di artisti napoletani, dai Foja a Gnut, fino a Daniele Sepe. Nel 2014, in più, la ScalzaBanda ha lanciato MusBa Fest, il primo festival regionale dedicato alle bande e orchestre giovanili, con oltre 300 bambini e ragazzi provenienti da tutta la Campania.

Le attività vanno avanti con passione ed entusiasmo, seppur tra mille difficoltà. “Anno per anno riusciamo faticosamente a raccogliere quanto basta per portare avanti la banda, con un lavoro di stesura progetti e ricerca fondi enorme – racconta Antonella –. Ogni finanziamento copre solo l’arco di un anno. Vorremmo poter garantire continuità sia per numero di bambini coinvolti che per modalità”.

Obiettivi per il 2018? La ScalzaBanda si è aggiudicata un bando per l’Adolescenza del Comune di Napoli dal titolo BandaLarga, che prevede la creazione di un secondo polo a piazza Mercato e l’attivazione di una Music Factory, una vera industria con lo scopo di favorire la nascita di nuovi gruppi tra gli adolescenti, mediante anche uno spazio multifunzionale, gratuito, attrezzato e professionale. La strada è lunga, la consapevolezza di far bene tanta. “Qui non esistono differenze – concludono i giovani musicisti – Ed è tutto merito della musica”.