Cronaca

Vaccini, scade il 10 marzo il termine per presentare documenti. Stimati 30mila bambini non in regola

Lo afferma il past president della Società italiana di Igiene Carlo Signorelli alla vigilia della scadenza del termine del 10 marzo per la presentazione dei certificati vaccinali necessari per evitare l’esclusione da nidi e materne

Potrebbero essere circa 30mila i bambini sotto i sei anni non in regola con la documentazione per le vaccinazioni, ma di questi è impossibile sapere quanti non saranno ammessi a scuola, perché ogni Regione si comporterà in modo diverso. Lo afferma il past president della Società italiana di Igiene Carlo Signorelli alla vigilia della scadenza del termine del 10 marzo per la presentazione dei certificati vaccinali necessari per evitare l’esclusione da nidi e materne. Il termine del 10 marzo è fissato dalla legge ed è ribadito anche dall’ultima circolare Miur-Ministero della Salute dello scorso 27 febbraio che ha fornito le indicazioni operative per l’anticipo, per l’anno scolastico 2017/2018, della procedura semplificata prevista dalla legge a partire dall’anno scolastico 2019/2020 che consente lo scambio diretto di dati tra Asl e Istituti scolastici.

“Al momento numeri certi non ce ne sono – sottolinea l’esperto -, l’unica base di partenza sono i 120mila in arretrato nelle coorti 2011-2015 calcolati dal ministero della Salute quando è stata approvata la legge. Di questi circa un terzo era già stato recuperato a ottobre 2017, e si può stimare che ancora circa 30mila non siano in regola. Difficilmente però non verranno riammessi a scuola, ci sono Regioni che hanno una proroga perché hanno l’anagrafe vaccinale, altre che danno un appuntamento d’ufficio quando mandano la lettera di richiamo ai genitori. Come minimo ci dovrebbe essere un ultimo colloquio con la Asl prima di arrivare all’esclusione. I conti si potranno fare solo a giugno”. La stima è almeno nell’ordine di grandezza confermata dai alcuni dati provvisori forniti dalle Regioni, secondo cui ad esempio in Piemonte sono circa 1200 i bimbi a rischio, mentre in Veneto ai primi di febbraio erano 8800. I primi dati sugli effetti della legge sono comunque positivi. “La sensazione è che ci sia stato un bel recupero – conferma Signorelli -, l’obbligo ha agito sia sui genitori esitanti sia sulle strutture, che si sono trovate per effetto della legge sull’obbligo e del nuovo piano vaccinale a dover fare il doppio delle vaccinazioni rispetto al passato. I disservizi che si sono riscontrati sono stati minimi rispetto al carico a cui sono stati chiamati i centri vaccinali, che in quasi tutti i casi sono riusciti a far fronte alla domanda pur non avendo risorse aggiuntive”.

REGIONI CON PROCEDURA STANDARD
Entro il 10 marzo i genitori dovranno presentare i documenti dell’avvenuta vaccinazione o relativi la prenotazione presso la Asl (se la data di vaccinazione è fissata dalla ASL dopo il 10 marzo). Nel caso non si sia adempiuto è vietato l’accesso per asili nido e scuola infanzia (0-6 anni) sino a quando il minore non sarà vaccinato o non avrà regolarizzato la propria posizione vaccinale. Per i ragazzi della scuola dell’obbligo (7-16 anni) scatta la procedura che può portare ad una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro. In ogni caso, i bambini (0-6 anni) saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola.

REGIONI CON PROCEDURA SEMPLIFICATA
In alcune Regioni (quelle dotate di anagrafe vaccinale informatizzato e che intendono aderire) è prevista la possibilità di anticipare anche per l’anno scolastico 2017/2018 la procedura semplificata prevista dalla legge a partire dall’anno scolastico 2019/2020 che consente lo scambio diretto di dati tra Asl e Istituti scolastici (ad esempio al momento hanno aderito alla procedura per l’anno scolastico 2017/2018: Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Bolzano, Trento, Liguria, Lazio, Valle d’Aosta, Sicilia). In questo caso i genitori non dovranno portare la documentazione entro il 10 marzo e il rispetto degli adempimenti vaccinali sarà accertato direttamente dagli Istituti scolastici e Asl grazie allo scambio dei flussi informativi. Resta in ogni caso valida la scadenza del 10 marzo fissata dalla Legge che prevede che nel caso non si sia adempiuto agli obblighi vaccinali sarà vietato l’accesso per asili nido e scuola infanzia (0-6 anni). Per i ragazzi della scuola dell’obbligo (7-16 anni) scatterà la procedura che può portare ad una sanzione da 100 a 500 euro. La procedura semplificata prevede che entro il 20 marzo le scuole invieranno alle famiglie che non risultano in regola con gli adempimenti una comunicazione scritta. Le famiglie avranno 10 giorni per presentare la documentazione. In ogni caso, i bambini (0-6 anni) saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola.