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Rog Strix Fusion 500: la nostra prova delle nuove cuffie da gaming di Asus con Dac HiRes e 7.1 virtuale

Asus ha oggi annunciato l’arrivo in Italia delle Rog Strix Fusion 500, il suo ultimo modello di cuffie da gaming dotate di DAC HiRes, microfono digitale, sistema d’illuminazione RGB gestibile anche tramite smartphone ed audio 7.1 virtuale gestito via hardware mediante un sistema sviluppato in collaborazione con la Bongiovi Acoustics utilizzabili con PC, Mac e PlayStation4. Abbiamo avuto la possibilità di provarle in anteprima nel corso delle ultime settimane, con un particolare focus sull’uso in gioco.

Con la linea Fusion ASUS ha cambiato nettamente il design delle sue cuffie rispetto ai modelli degli scorsi anni, puntando ad un’immagine più pulita e meno aggressiva a partire dal ritorno ad un archetto più tradizionale che integra sia la parte strutturale che l’imbottitura; il design della copertura dei padiglioni fornisce un tocco di eleganza, grazie sia alle forme che alla tinta leggermente metallizata, senza però rinunciare al DNA gaming con due zone illuminate sui bordi posteriori. Le Fusion 500 ci sono risultate comode fin dal primo utilizzo, senza risultare pesanti o fastidiose anche dopo lunghe sessioni d’uso, grazie anche alla forma e consistenza dei cuscinetti – vengono fornite in dotazione due diverse versioni di cuscinetti, una rivestita in pelle ed una in misto tessuto/pelle, nella prova abbiamo usato la prima – che riescono a fornire un’ottimale livello di insonorizzazione e di comfort.

Ottima la qualita dell’audio, che spicca con le regolazioni di default sopratutto con i giochi, grazie sia all’integrazione a bordo di DAC (ESS 9018) ed amplificatore (ESS Sabre 9601K) sia al padiglione stesso dove i driver da 50mm sono circondati da ampie camere sonore ermetiche. Particolarmente positiva l’esperienza in game con il 7.1 virtuale, nel nostro test con Overwatch una volta attivato il surround, tramite l’apposito pulsante sulla cuffia sinistra, è stato possibile sentire in modo più definito passi e spari (nemici ed amici) riuscendo abbastanza agevolmente ad individuarne la posizione di provenienza.

Buona la qualità del microfono digitale, un grosso passo avanti rispetto a quanto presente nelle scorse generazioni, capace di offrire conversazioni abbastanza chiare e filtrando un minimo i rumori (non quelli di una tastiera meccanica se utilizzata con foga). Il microfono è posto su un’asta sollevabile (con posizioni predefinite), posizionata sul padiglione sinistro, che permette di riporlo, quando non in uso, all’interno del bordo anteriore della cuffia stessa; abbiamo trovato poco pratico il meccanismo di “mute” che invece di un apposito pulsante si affida alla posizione dell’asta: nelle due posizioni più basse il microfono è attivo, mentre nelle restati è mutato, cosa che rende necessario, essendo assenti altri indicatori come ad esempio led sul microfono, ricordarsi in quale posizione abbiamo l’asta perchè potrebbero alternativamente essere necessari uno o due “scatti” verso l’alto, correndo il rischio, se non richiudendo totalmente l’asta, di ritrovarsi col il microfono attivo in un momento indesiderato (telefonata, conversazione privata, etc).

Come ormai da tradizione sui dispositivi gaming di fascia superiore (e sopra anticipato), anche le Fusion 500 sono dotate di sistema di illuminazione RGB personalizzabile, compatibili con il sistema Aura di Asus, che gestisce due aree di ciascuna cuffia mettendo a disposizione 4 diversi effetti: statico, pulsante, ciclo colore e musica (quest’ultima utilizzabile solo con il PC). La novità presentata da ASUS con questo modello è la possibilità di sincronizzare colori ed effetti tra un massimo di 5 set di cuffie mediante un’apposita app per smartphone: anche se presentata come una feature di interesse a team o gruppi che partecipano insieme ad eventi pubblici, non la riteniamo particolarmente utile, sopratutto perchè ciò comporta la necessità per le cuffie di essere dotate di ulteriore hardware, come quello utilizzato per permettere la connettività Bluetooth con lo smartphone, a fronte di un “vantaggio” minimo. Va detto che nel dispositivo in prova i colori assunti dai led non erano sempre in linea con quanto visualizzato sull’app, ad esempio selezionando un rosso vivo si otteneva un magenta mentre con il blu scuro il colore tendeva al violetto.

Interessante la scelta da parte di Asus di dotare le cuffie di controlli touch: tramite gesture sul padiglione sinistro è possibile regolare sia il volume che gestire le funzioni multimediali; va detto che per un uso ottimale è necessario prenderci l’abitudine, sopratutto se abituati a pulsanti fisici, sia per quanto riguarda il movimento stesso sia per quanto riguarda l’area utilizzabile, considerando che a differenza di uno smartphone non possiamo vederla mentre la usiamo.

Nel complesso le Rog Strix Fusion 500 sono delle ottime cuffie da gaming per PC e Playstation 4, avendo nella gestione del 7.1 virtuale il loro punto di forza. Lasciando da parte il mute del microfono, il vero punto debole delle nuove cuffie di ASUS è il prezzo: per quanto ottime, con un prezzo di listino di 179,99€ si posizionano nella stessa fascia di costo in cui troviamo le soluzioni wireless di altri produttori (e le Fusion 500 non lo sono), non discostandosi nemmeno tanto dal prezzo richiesto per alcuni modelli di cuffie 7.1 reali (dotate di multipli driver per padiglione).

Pro

Contro