Politica

Napoli, corruzione per smaltire i rifiuti. L’anticipazione dell’inchiesta di Fanpage: “Rischiato in prima persona”

Anche Roberto De Luca, assessore comunale a Salerno e figlio del governatore della Campania Vincenzo De Luca, è indagato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli che ieri ha portato a una serie di perquisizioni in uffici regionali. Il suo coinvolgimento nell’inchiesta è collegato a un video del quotidiano online Fanpage (di cui pubblichiamo un’anticipazione con il commento del direttore del sito) in cui un finto imprenditore propone accordi illeciti in riferimento ad appalti per lo smaltimento delle ecoballe. De Luca jr sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di corruzione.  Indagati anche i giornalisti della testata, per l’inchiesta sul ciclo dei rifiuti a Napoli. “Tutto questo è assurdo, abbiamo messo a repentaglio la nostra incolumità per questa inchiesta e ora ci ritroviamo indagati”, si è sfogato con l’Adnkronos Francesco Piccinini, direttore di Fanpage.it. Le perquisizioni sarebbero state svolte nell’ambito di un’inchiesta su presunti episodi di voto di scambio e corruzione. Fanpage, ha raccontato Piccinini, ha utilizzato giornalisti ‘provocatori‘, che avrebbero avvicinato e fatto parlare diversi politici e imprenditori, proponendo affari sullo smaltimento dei rifiuti. “Io – ha spiegato il direttore – ho recitato la parte di un industriale del Nord che doveva sversare dei rifiuti. Abbiamo incontrato dei camorristi che ci hanno spiegato dove sotterrare quei rifiuti, chiedendoci 30mila euro a camion“. Non solo: “Abbiamo messo una telecamera addosso a un ex boss dei rifiuti mandandolo in giro per l’Italia a incontrare industriali e politici per prendere accordi in cambio di tangenti”. Piccinini, insieme al giornalista che ha realizzato l’inchiesta, Sacha Biazzo, e all’ex boss dei rifiuti impiegato nell’operazione, risultano indagati per induzione alla corruzione. “Noi – sottolinea il direttore di Fanpage – abbiamo fatto questo nell’ambito di un’inchiesta giornalistica. È chiaro che non abbiamo smaltito rifiuti né preso soldi”. Ovviamente, prosegue Piccinini, “ci è stato spiegato che si tratta di un atto dovuto, ma resta una cosa spiacevole”. Piccinini precisa di aver avuto sin dall’inizio “un rapporto di dialogo” con le forze dell’ordine. “Abbiamo anche consegnato tutto il girato, per non lasciare dubbi sulla nostra buona fede”. La polizia ha perquisito la stessa redazione di Fanpage per acquisire nuovo materiale audiovisivo.