Ambiente & Veleni

Smog: Torino, Milano e Napoli le peggiori nell’Ue. Legambiente: “Tutte le città italiane oltre il tetto fissato dall’Oms”

Il 30 gennaio a Bruxelles è stata convocata dal commissario Ue per l'ambiente una riunione per evitare il rinvio alla Corte di giustizia degli Stati membri che violano i limiti concordati

Torino, Milano e Napoli sono in testa alla classifica delle città europee più critiche per lo smog. I valori peggiori per concentrazione media annuale di polveri sottili (Pm10) si registrano a Torino (39 microgrammi per metro cubo), Milano (37) e Napoli (35). Seguono Siviglia, Marsiglia e Nizza dove la concentrazione media annuale di Pm10 è di 29. Roma si piazza con Parigi al settimo posto con 28 microgrammi per metro cubo. La situazione delle quattro città italiane non è migliorata, a conferma di una “cronicità delle lacune per l’inquinamento atmosferico”. È quanto emerge da un’elaborazione fatta da Legambiente sulla base dell’ultimo report del 2016 diffuso dall’Oms.

Tutte le città italiane incluse nel rapporto, superano ampiamente il valore di 20 microgrammi/mc come media annua di Pm10 indicato dall’Oms per la salvaguardia della salute umana. “Un andamento che fa presupporre nuove procedure di infrazione”, osserva il coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente Andrea Minutolo, spiegando che le attuali procedure per l’Italia si riferiscono agli anni 2008-2012 e 2012-2014.

La scheda sulle città europee, è contenuta nel dossier “Mal’aria di città 2018“, con l’analisi dell’emergenza smog in Italia nel 2017 che sarà pubblicato alla vigilia della riunione di martedì prossimo, 30 gennaio, a Bruxelles convocata dal Commissario Ue per l’ambiente, Karmenu Vella con i ministri di nove Stati membri, tra cui Gianluca Galletti per l’Italia, sotto procedura di infrazione. Obiettivo è trovare soluzioni per affrontare il problema smog nell’Unione europea. Repubblica ceca, Germania, Spagna, Francia, Ungheria, Romania, Slovacchia, Regno Unito e Italia si trovano infatti ad affrontare procedure di infrazione per aver superato i limiti concordati. Il vertice ministeriale è “l’ultima chiamata” che punta a garantire l’attuazione di misure efficaci altrimenti la Commissione non avrà altra scelta che procedere con azioni legali e rinviare tali Stati membri alla Corte di giustizia.