Cronaca

Roma, Comune: “Spelacchio è morto”. L’azienda che ha fornito l’albero di Natale: “Da qui è partito in salute”

L'abete rosso che avrebbe dovuto abbellire piazza Venezia è infatti privo di radici, ma come spiega il Campidoglio, di fatto questa è "la prassi" per qualsiasi albero installato nelle piazze delle città italiane durante le Festività. Dubbi sul trasporto

“Spelacchio” non ce l’ha fatta. L’albero di Natale comprato per 48mila euro dal Comune di Roma è sostanzialmente morto, per questo versa in condizioni così disastrose da far scattare, implacabile, l’ironia sui social. L’abete rosso che avrebbe dovuto abbellire piazza Venezia è infatti privo di radici, ma come spiega il Campidoglio al Corriere della Sera, di fatto questa è “la prassi” per qualsiasi albero installato nelle piazze delle città italiane durante le Festività.

Perché il trasporto avrebbe “costi spopositati” oltre all’utilizzo di un macchinario “che si trova in Germania”. Ma sulle condizioni di salute del moribondo “Spelacchio”, la Magnifica comunità di Fiemme – rifornire ufficiale del Comune di Roma da ormai dieci anni – garantiscono che “quando è partito era in ottima salute, perfetto”. Anche perché, spiegano, “gli alberi vengono selezionati secondo stringenti criteri estetici“.

Come avvenuto lo scorso anno, nel 2015 e così via, l’abete è stato tagliato, legato, trasportato e arrivato nella Capitale rimesso in piedi e addobbato, dice sempre al Corriere uno dei tecnici della Magnifica comunità di Fiemme. “Qualcosa è successo. È evidente – dice Stefano Cattoi dell’Ufficio tecnico forestale – Uno stress troppo grande”. Perché, senza radici, solitamente, l’abete resiste “tranquillamente un mese, un mese e mezzo”.

Così nell’occhio del ciclone è finita la Ecofast Sistema, ditta che si è occupata del trasporto dell’albero e che nella Capitale gestisce anche tre zone verdi tra Gianicolo, Balduina e Castel Sant’Angelo che non versano in condizioni splendenti. Ma, interpellata dal Corriere, l’azienda non ha fornito risposte sulle cure riservate al moribondo “Spelacchio”.