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Chris Froome positivo al doping: il quattro volte campione del Tour de France ha assunto il Salbutamolo

Nel 2017 il ciclista ha messo a segno una storica doppietta con la vittoria della Grande Boucle e della Vuelta. Avrebbe assunto il Salbutamol, un broncodilatatore: nelle sue urine il livello del broncodilatatore era due volte superiore al consentito. La positività svelata da un'inchiesta di Le Monde e Guardian. Il corridore: "Ho l'asma". Nibali: "Bruttissima notizia, se fosse vero nessuno mi ridarebbe la gioia di vincere la Vuelta"

Chris Froome è stato trovato positivo al doping durante l’ultima edizione della Vuelta e rischia la revoca del titolo. Il ciclista britannico ha assunto il salbutamolo, un broncodilatatore, oltre i limiti consentiti.

L’Uci ha precisato che il quattro volte campione del Tour de France non è stato sospeso in via “provvisoria obbligatoria” per la natura della sostanza incriminata, il cui uso potrebbe derivare da problemi asmatici del campione nato in Kenya da genitori britannici. Nel 2017 il ciclista ha messo a segno una storica doppietta con la vittoria della Grande Boucle e della Vuelta.

La positività è stata svelata da un’inchiesta congiunta dei quotidiani Le Monde e Guardian. Secondo le regole dell’Agenzia mondiale antidoping, agli atleti è consentito un livello di 1.000 nanogrammi per millilitro. Nel campione di urine del 32enne ciclista inglese, prelevato lo scorso 7 settembre e notificato il 20, è stato trovato un livello due volte superiore.

Quando la notizia ha fatto il giro del mondo, Froome ha precisato: “Tutti sanno che ho l’asma e conosco le regole, uso un inalatore per prevenire i sintomi, sempre entro i limiti consentiti, e so perfettamente che sarò controllato ogni giorno che indosso la maglia di leader – scrive in un comunicato il campione britannico – Durante la Vuelta ho avuto un peggioramento dell’asma, quindi ho seguito il consiglio del medico della squadra e aumentato la dose di salbutamolo, come sempre, stando attento a non usarne più di quanto permesso. Prendo molto sul serio la mia posizione di leader nel mio sport. L’Uci ha tutto il diritto di esaminare i risultati delle analisi e gli fornirò tutte le informazioni necessarie insieme al mio team”.

Nel 2016, Froome era comparso nell’elenco diffuso dagli hacker russi di Fancy Bears per alcune Tue, le esenzioni che permettono di usare sostanze dopanti a fini medici nel corso delle gare. Il ciclista britannico descrisse le regole che permettono agli atleti di assumere farmaci che normalmente sarebbero vietati dalle regole antidoping come “una apertura a farne abuso” e chiese una riforma urgente della normativa.

Tra i primi a commentare la notizia della positività c’è Vincenzo Nibali, secondo all’ultima Vuelta alle spalle del britannico: “Ho letto la notizia e la reazione di Chris e il suo team, è presto per esprimere un pensiero. Di certo è una bruttissima notizia per il movimento e anche per il sottoscritto – dice il ciclista messinese – Se fosse confermata la sua positività, nessuno mi ridarebbe l’emozione di vincere di nuovo la Vuelta e salire sul gradino più alto sul podio di Madrid”.