Politica

Legge elettorale, Di Battista: “Colpo di Stato istituzionale. Ed è colpa anche degli italiani. Sindacati? Hanno distrutto Italia”

Il deputato M5s si appella anche a Mattarella: "Si ricordi Porcellum e Italicum, non firmi". Rifiuta qualsiasi alleanza con la Lega ("Salvini accetta il governo Renzi-Berlusconi per qualche poltrona") e conferma l'astensione sullo Ius Soli: "Delrio si dimetta invece di fare lo sciopero della fame"

La legge elettorale in discussione alla Camera è “un colpo di Stato istituzionale” perché “premia una coalizione contro il M5s“. E per questo i Cinquestelle si appellano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché non firmi la riforma, ammesso che passerà. Ma a essere responsabili non sono solo “Casini, Renzi, Alfano e gli altri”. Ma anche gli italiani perché non hanno “memoria” e hanno “una responsabilità: “Non tiriamo su il Paese finché gli italiani fischiano Ventura (l’allenatore della Nazionale di calcio, ndr) e non scendono in piazza contro una legge che non consente loro di scegliere chi li rappresenta”. A dirlo, in un’intervista a In Mezz’ora su Rai3, è il deputato del M5s Alessandro Di Battista. Secondo il parlamentare grillino è un golpe tra l’altro perché “a due mesi dalle elezioni con tutto il mondo che chiede maggiore rappresentatività hanno fatto una legge che impedisce di fatto ai cittadini di eleggere i due terzi del Parlamento questo colpo di stato istituzionale per colpire i cittadini”. Di Battista si augura che Mattarella “si ricordi dei vizi che aveva il Porcellum e l’Italicum: spero che si accorga dei rischi”. E per evitare le larghe intese – probabile prodotto della riforma elettorale – non ci sarà comunque un’alleanza “anti-sistema” che metta insieme magari M5s, Lega e Fratelli d’Italia. “Con chi mi devo alleare, con Salvini? – si chiede Di Battista – Salvini sta avallando questa legge e accetta che il prossimo governo sia Renzi-Berlusconi mentre lui si accontenta di qualche poltrona. E io mi dovrei alleare con questi qui?”.

Per il resto Di Battista ribadisce la linea che il Movimento tiene su vari aspetti. L’ultimo, il più recente, il giudizio sui sindacati per i quali già nei giorni scorsi il candidato presidente Luigi Di Maio aveva annunciato la necessità di una riforma del settore: “O si autoriformano o ci pensiamo noi” aveva detto. Ebbene, per Di Battista “i grandi sindacati sono responsabili della distruzione dell’Italia come i partiti, la dirigenza della Cgil è da anni collegata al Pd infatti tutti i segretari sono finiti in Parlamento con il Pd. Noi pensiamo che sia importante il sindacato, ma da anni difendono potenti o i partiti di turno voglio vedere se in futuro la Camusso non finirà in Parlamento”.

Idee confermate anche sullo Ius Soli. Secondo il deputato M5s non arriverà al Senato. “Ma se arrivasse noi ci asterremo”. L’astensione al Senato vale come il voto contrario. La questione, spiega, “deve essere trattata a livello europeo. Perché Veltroni fa gli appelli a noi invece di farli al suo partito? Delrio se è contro una scelta del suo governo si dimetta e non fare sciopero”.

Quanto alla leadership di Di Maio e alle primarie di settembre, Di Battista dice: “Io potevo candidarmi a premier ma non l’ho fatto perché ho ritenuto che Luigi avesse delle possibilità maggiori e la mia utilità sia migliore in questa fase nel fare altro. Però potevo candidarmi, non sono geloso di Luigi e lo sosterrò fino alla fine, ma nessuno mi ha detto di non farlo”.