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Nobel per la Pace va all’Ican, campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari

La presidente del comitato norvegese, Berit Reiss-Andersen, ha dichiarato che si tratta di un riconoscimento al lavoro del gruppo “per aver attirato l’attenzione sulle catastrofiche conseguenze umanitarie di qualsiasi uso delle armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per il divieto di tali armi”. Un riconoscimento che arriva nel pieno della crisi provocata dai lanci di testate nucleari da parte della Corea del Nord e della crisi sorta attorno all’accordo sul nucleare con l’Iran messa in discussione da Donald Trump

E’ stato assegnato all’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, organizzazione per il bando alle armi nucleari (Ican) il Nobel per la Pace 2017. La presidente del comitato norvegese del Nobel, Berit Reiss-Andersen, ha dichiarato che il premio è stato dato in riconoscimento al lavoro del gruppo “per aver attirato l’attenzione sulle catastrofiche conseguenze umanitarie di qualsiasi uso delle armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per il divieto di tali armi”. Un riconoscimento che abbraccia la stringente attualità della crisi militare provocata dai lanci di testate nucleari da parte della Corea del Nord e della crisi sorta attorno all’accordo sul nucleare con l’Iran messa in discussione dal presidente Usa, Donald Trump.

“Viviamo in un mondo in cui oggi il rischio di utilizzare armi nucleari è maggiore che in passato – scrive il comitato – alcuni stanno rendendo più moderni i loro arsenali ed esiste il pericolo reale che altri Paesi cercheranno di procurarsi armi nucleari. La Corea del Nord è un esempio”. Le armi nucleari sono una minaccia costante per l’umanità e ogni forma di vita sulla terra eppure, è il monito del comitato, non sono ancora state oggetto di accordi giuridici internazionali per proibirle definitivamente, come invece è accaduto per le mine, le munizioni a grappolo e le armi chimiche e biologiche.

Il comitato per il Nobel “è consapevole che un divieto giuridico internazionale” non sarà sufficiente a eliminare il problema, ma il premio per la Pace assegnato quest’anno vuole essere un promemoria per tutti quei Paesi che già dispongono di arsenali nucleari, affinché avviino al più presto negoziati per la loro eliminazione graduale. Cinque Stati che attualmente dispongono di armi nucleari – Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina – si sono già impegnati a raggiungere questo obiettivo attraverso la loro adesione al Trattato di non proliferazione nucleare del 1970. È ferma convinzione del Comitato per il Nobel che l’Ican, “più di chiunque altro, negli ultimi anni abbia fatto grandi sforzi per conquistare un nuovo mondo senza armi nucleari”.

L’Ican è nata nel 2007 in Australia e ha sede in Svizzera, a Ginevra, e lavora per promuovere l’adesione e la piena attuazione del trattato sul divieto delle armi nucleari elaborato nel luglio 2017 e firmato da 101 paesi. La campagna mette insieme organizzazioni non governative di circa 100 Paesi diversi in tutto il mondo ed è stata “una forza trainante” per spingere le potenze mondiali ad impegnarsi a cooperare per stigmatizzare, proibire ed eliminare le armi nucleari.

Nel 2013 il riconoscimento era stato assegnato all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) e il Comitato lo aveva motivato con “l’impegno a favore dell’eliminazione delle armi e degli arsenali chimici nei vari scenari di guerra in tutto il mondo”. Allora l’Opac stava supervisionando lo smantellamento delle armi chimiche in Siria.

Qualche informazione a livello tematico doveva essere miracolosamente trapelata dalla commissione norvegese del Nobel per la Pace visto che questa mattina i siti di scommesse accettavano a 1.75 il Nobel a Federica Mogherini e Javad Zarif, artefici dell’accordo ONU/Iran sul nucleare.

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