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Roma, si la voi cantà. Con Piotta al quartiere Africano: “Oggi è più incattivita. Manca il lato umano dei romani”

Personalità note parlano dei luoghi a cui sono legati, dove sono nati, cresciuti o vivono attualmente, raccontano problemi e bellezze di una città di cui si può parlare male solo dopo averci vissuto, una città che è insieme tormento ed estasi. Racconti a tutto tondo dove il fil rouge è sempre lei, Roma.

Piazza Elio Callistio. Tommaso Zanello, in arte Piotta, sceglie il quartiere Africano per raccontare Roma. Una zona della città in cui è nato e cresciuto e che ha fatto da scenografia naturale a tanti film, come L’uomo di paglia di Pietro Germi, Il tetto di De Sica, Il segno di Venere di Dino Risi. Tutti girati tra le vie di questo quartiere, quando i palazzoni iniziavano ad essere costruiti e ad abitarci c’erano soprattutto ferrovieri e operai. Come ha scritto anche in “7 vizi capitale”, Piotta parla di una Roma più incattivita rispetto a prima, più difficile. Si parla di vizi e tra questi non può mancare il cibo. E con esso, la vera ricetta della carbonara. 

[Riprese: Allegra Trenta, Jacopo Tantaro]

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