Cronaca

Mestre, sette morti in tre mesi per eroina: “Correlazione. Principio attivo fino al 30 per cento”

L'elenco dei decessi è cominciato tre mesi fa con Jenny, una madre trentenne che era stata trovata ormai priva di vita in uno stabilimento abbandonato a Marghera. Poi era toccato a un cinquantenne. L'Ulss: "Preparazione da strada che comporta una variazione di gestione difficilmente prevedibile e comunque rischiosissima per l'utilizzatore finale"

L’uomo di 44 anni era steso sul letto, in una camera d’albergo non lontano dalla stazione di Mestre. Il portiere è entrato dopo aver inutilmente bussato alla porta, visto che la camera doveva essere lasciata libera. E ha subito capito che c’entrava la droga. Irma, 21 anni, mestrina, è crollata a terra per strada, non lontano dal parco dove andava a bucarsi quando riusciva a trovare una dose di eroina. Fulminata sotto gli occhi del suo ragazzo, che ha ammesso l’acquisto e il consumo della droga.

È allarme eroina-killer a Mestre, la propaggine di Venezia in Terraferma, e in Veneto. Sembrano tornati gli anni Ottanta e Novanta quando l’eroina mieteva un numero impressionante di vittime. L’uomo originario di Noventa Vicentina e Irma sono, infatti, le ultime due di sette vittime in tre mesi. Tutte hanno assunto eroina, probabilmente si tratta della cosiddetta super-eroina che viene spacciata dai pusher nigeriani, meglio nota come Eroina gialla che ha una potenza devastante sull’organismo. Sabato scorso la scoperta del settimo morto. Venerdì era toccato alla ragazza, ex studentessa del liceo artistico, che da tempo aveva imboccato la strada della tossicodipendenza.

Intervistato da “Il Gazzettino”, il direttore del Laboratorio di tossicologia forense dell’Ulss 3 Serenissima, Giampietro Frison, ha dichiarato: “Abbiamo constatato una correlazione fra i recenti decessi e l’uso di eroina che è passata da una percentuale compresa fra l’1 e il 2 per cento di principio attivo a percentuali che variano dal 20 al 30 per cento. È una preparazione da strada che comporta una variazione di gestione difficilmente prevedibile e comunque rischiosissima per l’utilizzatore finale proprio per la dirompenza degli effetti sul sistema nervoso centrale”.

È questo il punto di partenza di un’indagine condotta dalla Polizia che sta cercando di legare con un filo di continuità i sette decessi, nella speranza di individuare l’organizzazione che agisce sul mercato della droga a Mestre, uno dei più attivi in Veneto, ma fino a qualche tempo fa preceduto da quelli di Padova e Verona. I sospetti si addensano su gruppi di nigeriani che sarebbero riusciti a soppiantare i tradizionali venditori tunisini, con l’offerta di una droga più potente, ma anche più letale.

L’elenco dei morti è cominciato tre mesi fa con Jenny, una madre trentenne che era stata trovata ormai priva di vita in uno stabilimento abbandonato a Marghera, in una zona degradata della città. Poi era toccato a un cinquantenne, il cui corpo era stato rinvenuto in un parcheggio scoperto. Ma numerosi sarebbero anche i casi di persone che sono state salvate in ospedale dagli effetti dell’eroina.

L’andamento dei decessi per droga in Italia è altalenante, anche se dal 1973 ad oggi il numero totale è superiore alle 24mila persone. Negli ultimi dieci anni appare in netto e costante calo. Nel 2007 i morti furono 605, 516 nel 2008, 483 nel 2009, 374 nel 2010, 363 nel 2011, 392 nel 2012, 348 nel 2013, 313 nel 2014, 308 nel 2015. Lo scorso anno sono stati 266, con un calo del 13,6 per cento rispetto all’anno precedente. Ecco la suddivisione per regione italiana nel 2016: Abruzzo 3 morti, Basilicata 3, Calabria 4, Campania 18, Emilia Romagna 25, Friuli 4, Lazio 20, Liguria 10, Lombardia 20, Marche 17, nessuno in Molise, Piemonte 36, Puglia 3, Sardegna 15, Sicilia 17, Toscana 28, Trentino 6, Umbria 9, Valle d’Aosta 3, Veneto 25.