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Pd, Orlando: “Io non ho fisico da oppositore? Mi farò due tatuaggi”. Gomez: “Deve crescere prima o poi”

“Mi farò due tatuaggi”. E’ la risposta ironica che, nel corso di In Onda Estate (La7), il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, dà a Luca Telese, il quale scherza sull’assenza di physique du rôle da ‘tremendo oppositore nel Pd’. Il direttore de ilfattoquotidiano.it e di FQ Millennium, Peter Gomez, osserva: “Orlando nel Pd è visto come una sorta di demone perché le minoranze in questo periodo, tra i dem, nonostante siano garantite dallo statuto, non vengono viste molto bene. Ma anche Orlando dovrà crescere prima o poi. E’ vero che la politica è l’arte del compromesso, ma ci sono compromessi nobili e compromessi ignobili”. E aggiunge: “Io l’ho sentito dire che, nel caso di alleanza post-elettorale con Berlusconi, avrebbe chiesto un referendum tra gli iscritti. Ma la domanda è: Orlando è disposto a stare in una maggioranza che governa con Berlusconi?”. Orlando spiega: “Dopo la mia proposta di referendum, si è scatenata una serie di dichiarazioni che sono un po’ il sintomo di come ormai si discute male dentro il Pd. Anziché rispondermi nel merito, mi hanno replicato dicendo che io sono stato dentro un governo sostenuto da Berlusconi. Nel 2013 quel governo lo facemmo in una situazione di carattere eccezionale per fare le riforme costituzionale, nel 2018 questo argomenti non sarà più spendibile”. Ma Gomez ribadisce la sua domanda: “Lei cosa farebbe come iscritto del Pd? Sarebbe disposto a partecipare a una maggioranza di cui fa parte anche il partito fondato da Berlusconi e da Dell’Utri?”. “Io probabilmente non sono contrario all’alleanza con Berlusconi per le stesse ragioni di Gomez” – replica il ministro – “Secondo me, in determinate fasi è necessario anche prendere atto dei rapporti di forza. Non è una questione moralistica la mia. Per me larghe intese o alleanze innaturali in questo momento spalancano un’autostrada al populismo, che è pericolosa. Quindi, la mia è una risposta all’antipolitica. Io so cosa voglio fare adesso: una legge elettorale che riduca il rischio di alleanze innaturali e poi la costruzione di un campo di centrosinistra”