Cronaca

Milano, CasaPound tappezza la città di striscioni contro il sindaco Giuseppe Sala: “Falsario, dimettiti”

Nuovo attacco al sindaco da parte del gruppo di estrema destra durante la notte tra martedì e mercoledì. I manifesti sono stati affissi in una decina di luoghi in città, tra cui Palazzo Marino

“Sala falsario, dimettiti!”. Con questa scritta CasaPound torna ad attaccare il sindaco di Milano. Dopo il blitz a Palazzo Marino, sede del Comune, di giovedì scorso in un cui militanti avevano chiesto al sindaco Giuseppe Sala di dimettersi per le indagini su Expo e a cui erano seguiti tafferugli con esponenti dei centri sociali, il movimento di estrema destra ha diffuso un comunicato in cui scrive di aver aver affisso durante la notte una decina di striscioni in varie parti della città. Uno di questi è stato messo sulla facciata di Palazzo Marino, subito poi rimosso.

“Sala deve dimettersi. È inaccettabile – ha scritto nella nota Massimo Trefiletti, il responsabile milanese di CasaPound – che il sindaco, con la copertura dei consiglieri di maggioranza, non senta il dovere di rispondere ai milanesi delle proprie responsabilità e del tradimento del patto che aveva contratto con loro in campagna elettorale, quando prometteva onestà e trasparenza”. “Non accettiamo lezioni di democrazia e dialogo da chi tenta di negare la nostra legittima agibilità politica e continueremo questa battaglia politica – si legge ancora nel comunicato – senza farci intimidire da minacce di repressione”.

Dopo l’irruzione dei militanti di estrema destra della scorsa settimana sfociata poi in scontri fuori dall’edificio,  il sindaco Sala nelle ultime ore ha annunciato di voler rafforzare la sicurezza di Palazzo Marino attraverso controlli a campione con metal detector portatili. “Chiunque entra inoltre dovrà lasciare un documento – ha detto Sala martedì – che sia un visitatore, un fornitore”. Queste misure, ha sottolineato il sindaco, sono “compatibili con la volontà di dare più sicurezza a chi vive Palazzo Marino, oltre che ai visitatori e alle scolaresche  ma anche con il fatto di volere un Palazzo aperto ai cittadini”.