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Amministrative 2017, Scanzi: “Renzi? Non ricordo in 3 anni una parabola così veloce e tramontante come la sua”

Salvini? Televisivamente è bipolare: se frequenta gli studi di La7, va con le pattine, cerca di non sporcare, fa la persona compita. Poi va in un altro studio, parcheggia la mucca fuori e sbraita contro gli immigrati”. Sono le parole del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, che a Otto e Mezzo (La7) commenta i risultati delle elezioni amministrative, analizzando, in particolare, lo stato attuale del centrodestra italiano. “E’ innegabile che sia tutto fuorché moderato” – osserva – “In più, è fatto di tante facce. Riguardo al M5S, questo ha delle posizioni che, volendo semplificare, sono molto più vicine alla Lega che non a una idea di sinistra e di integrazione”. Scanzi, poi, esamina la disfatta del centrosinistra a Genova e a La Spezia: “La vittoria del centrodestra a Genova è epocale e storica, come lo fu nel ‘99 quella di Guazzaloca a Bologna. E questo per me è il vero tema delle amministrative del 2017. Sono state sottovalutate e sottaciute, perché, tutto sommato, a nessuno conviene parlarne tranne che al centrodestra. Il vero tema è il fuggi fuggi che è in atto nell’elettorato del centrosinistra, al punto tale che persone più o meno riconducibili a quell’area politica sono così distanti da ciò che incarna il renzismo che piuttoso preferiscono votare il centrodestra”. E aggiunge: “Non ricordo in 3 anni, e non 30, una parabola così veloce e tramontante come quella di Renzi. Molti lo hanno celebrato per la vittoria del 2014 alle elezioni europee. Da allora Renzi ha perso tutto. Ha perso le amministrative del 2015, ha perso le regionali del 2015, persino in regioni in cui era favorito, ha perso le amministrative nel 2016 a Roma e a Torino, per vincere a Milano dove ha dovuto bussare la porta a uno che è più berlusconiano che renziano. Ha perso il referendum costituzionale. Ieri ha perso tutto. E poi” – chiosa – “sui social viene a dire che tutto sommato ha vinto lui e che è un risultato ‘a macchia di leopardo’. Se il centrosinistra non si rende conto che c’è un fuggi fuggi tale che, in confronto, è preferibile che vinca il centrodestra, va incontro a un muro”