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Berlusconi: “Renzi? Mi piacque molto sin da quando venne ad Arcore. Lui non è comunista. Bersani e D’Alema sì”

Renzi? Venne da me una volta ad Arcore quando era ministro (sindaco, ndr) di Firenze e mi piacque molto. Ebbi già la netta impressione di non trovarmi di fronte un comunista. Infatti, viene dalla sinistra, ma della Democrazia Cristiana, come Franceschini“. Sono le parole di Silvio Berlusconi, intervistato da David Parenzo per L’Aria che Tira (La7). “I comunisti esistono ancora” – continua – “sono un piccolo partito, cioè quello di D’Alema e Bersani, ancora nostalgicamente legati alle vecchie ideologie comuniste, cioè le ideologie più criminali e disumane della storia dell’uomo. Gentiloni? Non cadrà, credo che si andrà al voto alla fine della legislatura. Gentiloni a me piace. E’ una persona cordiale, educata, gentile. Da qui il nome Gentiloni. Un ritorno di Romano Prodi? Non ci credo proprio, perché lui ha dichiarato che gli piace fare il nonno e devo dire che fare il nonno è molto più bello e molto più di soddisfazione che fare politica”. Il leader di Forza Italia, poi, si pronuncia sui nomi dei ministri che vorrebbe in un suo ipotetico governo: “Vorrei Salvini agli Interni, farebbe sicuramente meglio di Alfano. Comunque, può andare dove vuole lui. Agli Esteri? Mi è sempre molto piaciuto Montezemolo, che sarebbe perfetto in quel ministero. Ma mi piacerebbe anche un ritorno del nostro grande Frattini, che è stato un ministro degli Esteri assolutamente super. La vecchia guardia di Forza Italia? Non esiste, perché siamo tutti giovanissimi. Brunetta e Gasparri?” – continua – “Sono sì professionisti della politica, ma speciali, perché sono persone leali, hanno un grande amore per l’Italia, e quindi non posso farli rientrare in quella categoria di professionisti della politica che dispiacciono tanto agli italiani”. Commento finale su Donnarumma: “E’ un bravissimo ragazzo di 18 anni che si trova davanti a scelte difficili e con somme importanti. Non bisogna giudicarlo male