Cronaca

Bergamo, l’ospedale inaugurato 5 anni fa si allaga dopo il temporale. M5S: “Maroni se ne occupi”

“Sono immagini sconvolgenti, è vergognoso che una struttura pubblica costata mezzo miliardo di euro a soli 5 anni dall’inaugurazione faccia acqua da tutte le parti. In molti a Bergamo avevano chiesto di non costruire quell’ospedale su un acquitrino, ma i partiti non hanno sentito ragioni. Si trattava di spendere soldi pubblici e speculare, con il risultato che ad ogni acquazzone i corridoi hanno bisogno di secchi per le infiltrazioni dal tetto e gli scantinati diventano un acquitrino, causando disagi ai pazienti e grossi problemi di sicurezza”. Così Dario Violi, consigliere regionale M5S, commenta le immagini in arrivo dall’ospedale di Bergamo dopo un violento temporale abbattutosi sulla zona lo scorso 14 giugno. 

“Un anno fa – continua il consigliere regionale -, il 27 giugno 2016, la  pioggia era entrata in Hospital Street, in alcuni ambulatori al piano terra, al Pronto Soccorso, nella centrale del 118 e in alcuni locali di servizio. Stiamo parlando di un ospedale, che deve rispondere a richieste anche in emergenza e non di una piscina. I partiti di centro-destra, che hanno inaugurato in pompa magna l’ospedale, hanno buttato soldi pubblici in uno stagno e, pur conoscendo questa situazione, se ne stanno con le mani in mano.  E sono i primi ad incensarsi dicendoci che sono loro quelli competenti. Liste d’attesa infinite per gli esami, strutture inadeguate, corruzione, tangenti: la sanità lombarda pubblica fa acqua da tutte le parti”.

“La sanità lombarda – conclude Violi – fa acqua da tutte le parti, tutto il resto è inutile propaganda di Maroni. Il M5S presenterà un’interrogazione per chiedere alla Regione e a Maroni che cosa intende fare per porre fine a questo grave problema prima che l’acqua mandi in rovina  tutta la struttura. Anche all’esterno della struttura abbandono e incuria la fanno da padrone. Maroni invece di occuparsi solo della sua campagna elettorale, si dia da fare una buona volta degli ospedali lombardi”.